Read Of a World That Is No More by Israel J. Singer Online

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Decisamente, il piccolo Yehoshua non è portato per la santità: le preghiere infinite del padre, i libri di morale della madre, l'onnipresenza della Torah che pesa «come un macigno» sulla sua famiglia, quel mondo in cui è attribuita più verità alle fiamme dell'inferno che alla natura circostante e agli uomini concreti che la abitano – tutto ciò suscita in lui solo una sensaDecisamente, il piccolo Yehoshua non è portato per la santità: le preghiere infinite del padre, i libri di morale della madre, l'onnipresenza della Torah che pesa «come un macigno» sulla sua famiglia, quel mondo in cui è attribuita più verità alle fiamme dell'inferno che alla natura circostante e agli uomini concreti che la abitano – tutto ciò suscita in lui solo una sensazione di soffocamento e accende un grande desiderio di fuga. Yehoshua anela ai pascoli, ai cavalli, ai giochi nei campi con i coetanei; alle letture della Bibbia preferisce le storie di ladri, briganti, soldati, vagabondi; ama usare sega e pialla nella bottega del falegname piuttosto che stare rinchiuso ore e ore a scuola, sottoposto alla dura disciplina dei maestri, e mal sopporta la tirannia del senso del peccato: «Qualsiasi cosa uno facesse era peccato. E ovviamente essere sfaccendati era peccato». Eppure, da questi irriverenti ricordi d'infanzia, che Singer ripercorre con la precisione e la brillantezza di una scrittura come sempre magistrale, traspare la nostalgia immedicabile per un mondo, quello dello shtetl, che ancor prima che il nazismo ne sancisse la definitiva cancellazione era già avviato al dissolvimento; di questo mondo, popolato da studenti di Talmud, macellai rituali, rabbini, artigiani, mendicanti, scaccini zoppi, maestri folli e scolari riottosi, Singer ci consegna un ritratto così vivido che ci pare di udirne le voci, di percepirne gli odori – e quasi saremmo tentati di scrollarcene di dosso la polvere....

Title : Of a World That Is No More
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ISBN : 9780814906835
Format Type : Hardcover
Number of Pages : 253 Pages
Status : Available For Download
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Of a World That Is No More Reviews

  • Paolo Gianoglio
    2019-02-24 13:23

    Un inizio di autobiografia, pubblicato postumo. Potremmo non dire oltre. Nulla a che vedere con Karnowski. Divertente e curiosa descrizione familiare e della società ebraica in Polonia all’inizio del ‘900. Dispute tra rabbini, rito askenazita contro rito sefardita, hassidim contro tradizionalisti, regole e superstizione, devozione e precetto contro la modernità del nuovo secolo che preme alle porte. Ruolo dell’uomo e della donna. Il giovane protagonista fotografa, descrive, raccoglie aneddoti, e intanto cresce e capisce che non vuole essere come il padre, non vuole essere un rabbino, non vuole dedicare la propria vita allo studio della Torah. Non sapremo mai come finirà questa storia, Singer è morto prima di completare la sua autobiografia, e probabilmente se avesse avuto tempo avrebbe ritoccato anche questa parte. Perché il documentario sociale è preponderante rispetto alle vicende del protagonista, e il tutto si esaurisce in un volumetto fine a sé stesso, interessante ma non fondamentale.

  • Ivan
    2019-03-12 09:17

    Uno spaccato della cultura e della tradizione yiddish e chassidica attraverso il racconto fatto da Joshua della propria infanzia a Leoncin, un paesino rurale sperduto nella Masovia, tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX. Attraverso la lievissima e gustosa narrazione di personaggi ed eventi della piccola comunità ebrea polacca, Singer ci restituisce l'immagine di un mondo che non c'è più, perché spazzato via e bruciato nei forni crematori di Oświęcim, ma già intaccato dal secolarismo e dalla modernizzazione. E' quasi un piccolo trattato etnografico e storico religioso del mondo yiddish, scritto in una maniera leggera, brillante, briosa, divertente ed ironica fatta da Joshua, figlio di una serie interminabile di rabbini, che si affaccia alla vita in una piccola comunità rurale, rigorosa e scrupolosa osservante di norme religiose che regolano ogni aspetto del vivere umano. Un figlio di rabbini che però ha in uggia lo studio dei commentari religiosi e preferisce le corse nei campi e i giochi con i più scapestrati amici. Nel racconto di Joshua si mette in moto una sarabanda di personaggi eccentrici e curiosi, come, mendicanti, venditori ambulanti, guaritori e ciarlatani, ladruncoli e predicatori chassidici, ma anche sarti, fornai, macellai kosher, e maestri di cheder, e rabbini, rabbini e ancora rabbini, studiosi di Torah, Talmud e Mishnah e Ghemarah, devoti scrupolisissimi e santi lunatici. E poi guardiani dei bagni rituali, e goyim polacchi e russi più o meno antisemiti, perché l'antisemitismo, dietro la briosità e l'ironia del racconto è sempre presente, come lo il costante timore degli ebrei verso i goyim. La discriminazione nei momenti critici della storia può infatti trasformarsi in furia cieca e distruttiva verso i figli di Israele, in pogrom che spazzano via individui e comunità. Fu pubblicato postumo, nel 1946, e non ho capito se doveva essere la prima parte di una sorta di autobiografia. Non so neanche se Singer fu pienamente a conoscenza della distruzione degli ebrei d'Europa. Intuì qualcosa, ma forse non seppe di Oświęcim.

  • Francesca Pesci
    2019-03-04 07:29

    Si potrebbe riassumere questo romanzo con il titolo di un altro libro: Le juif qui rit (L'ebreo che ride).Il Singer senza Nobel (per distinguerlo dal fratello) in questa semi-autobiografia racconta con molta ironia la sua infanzia e adolescenza intessuta di imperdibili aneddoti origliati nello studio del nonno o del padre: dalla coppia che si divorzia e si risposa ciclicamente poche settimane dopo a tutti i problemi(a volte vere e proprie questioni di lana caprina) della comunità che i rabbini dovevano risolvere. La vena di comicità della narrazione non impedisce però di vedere la desolazione e la miseria in cui vivevano sia gli ebrei ashkenaziti sia gli abitanti goy dei piccoli villaggi di quella zona immensa che indichiamo sommariamente come Est Europa.I capitoli autoconclusivi del libro sono dovuti al fatto che si tratta di una raccolta postuma delle corrispondenze per un quotidiano. Detto questo, la narrazione scorre quasi sempre linearmente.Unica pecca dell'edizione: purtroppo la traduttrice ha lasciato fuori alcune parole in Yiddish dal dizionario a fine libro.

  • Amy B
    2019-02-23 08:38

    I read this book in preparation for a course on the family Singer.Israel Joshua was the oldest of the Singer brothers, and a bit of a mischief-maker. His book focuses mainly on the family's life in two small towns in Poland. If the title would lead you to believe that this is a sentimental look at the vanished world of shtetl life, it most certainly is not: the good, the bad, and the ugly are all on display here. The tone is not as contemplative as that of Isaac Bashevis Singer's "In My Father's Court" or Esther (Singer) Kreitman's "Deborah." Perhaps a lack of contemplation better suits the recounting of childhood memories, however. It's interesting to see how three people who grew up in the same household can vary so greatly in their perceptions of events.

  • Peter Jakobs
    2019-03-10 08:25

    This is a book originally written in Jiddish, then translated to American English. It describes to Jewish life in a rural Schtetl somewhere in the Polish part of the zaristic Russia. to me the book has a nice tragic-comedian style with a taste of the rassistic climate of that time.