Read Finding a Girl in America by Andre Dubus Online

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Set in Dubus's largely coastal New England world, these short works focus on the residual anguish and momentary elation of deep emotional attachments--between lovers, between parent and child, and between estranged spouses....

Title : Finding a Girl in America
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ISBN : 9780879233938
Format Type : Paperback
Number of Pages : 183 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Finding a Girl in America Reviews

  • Orsodimondo
    2019-04-13 05:16

    NON SERVONO GRANDI VITE PER SCRIVERE GRANDI STORIE Andre Dubus sa essere uomo e donna, sa essere bambino, ragazzo, adulto e anziano; sa fare il pescatore, il soldato, la barista, il lanciatore di baseball, lo speaker radiofonico, l’assassino. Sembra che non ci siano confini per l’universo di Andre Dubus e per la sua sottile e inquietante sensibilità.InvernoTutto questo in un uomo allevato per essere tosto, maschio, a non esibire le proprie emozioni: le foto lo mostrano come un omone dal torace possente, grande testa, zazzera e barba imponente, qualcuno che sembra prendere la vita a sberle con ghigno strafottente, un lottatore. Poi, però, ci sono le foto insieme al figlio, lo scrittore Andre Dubus III: il figlio è già un uomo fatto e il padre già in sedia a rotelle, l’abbraccio del genitore sprigiona amore fierezza tenerezza intimità. Questa foto introduce bene a racconti di ‘Il padre d’inverno’.Andre Dubus con il figlio, Andre Dubus III.Hemingway consigliava di scrivere di ciò che si sa e Dubus sembrerebbe aver accolto il suggerimento alla lettera (il figlio nel memoir I pugni nella testa evidenzia le corrispondenze tra molti dei personaggi dei suoi racconti e la vita del padre). Dubus ha poi aggiunto la penetrazione psicologica di Cechov, che aveva eletto a Maestro, e per la capacità di esplorare nei dettagli più crudi e spietati le dinamiche dell’istituzione famigliare, topos letterario (e cinematografico) per eccellenza, viene da pensare a Richard Yates, suo docente all’Iowa Writers’ Workshop nonché amico di una vita. Muovendo da una situazione di partenza, singolo evento, piccolo o grande, che sopraggiunge a sconvolgere la routine dei personaggi, medi ma non mediocri, Dubus analizza e scandaglia l’animo umano, portandone alla luce le zone più segrete, esaltando l’umanità dei suoi personaggi, la possibilità per il lettore di riconoscersi e specchiarsi nelle sue pagine.Storie dove la trama è la cosa meno importante, sicuramente meno dei personaggi, dell’esplorazione della coscienza umana, delle sfaccettature del carattere, che viene fuori ovviamente anche attraverso le azioni, nel modo di affrontare gestire o soccombere a una data situazione. Storie di un’estensione quasi sconfinata in ampiezza e profondità, che muovono sempre dalle persone e dai loro rapporti, l’oggetto dell’arte è la vita umana.E quindi, non ci sono solo neri o solo bianchi, è un concerto di sfumature, c’è luce e ombra, grazie all’empatia per i suoi attori che Dubus mantiene sempre viva, per loro non c’è mai condanna, la porta della salvezza (redenzione?) è sempre aperta.Tom Wilkinson e Sissy Spacek nel film “In the Bedroom” di Todd Field, 2001, adattamento delr acconto di Dubus “Killings”. Il film ottenne cinque candidature all’Oscar.Come dice il mio Capitano, al secolo Paolo Cognetti, nel suo blog, non ha importanza che la raccolta non abbia un tema, una cornice geografica, un filo conduttore: quello che conta, come per Carver e Yates, è la sensazione di entrare nel loro mondo, non importa quanto siano diversi i personaggi e le loro storie, quello che dà coerenza è il modo in cui lo scrittore guarda dentro l’animo dei personaggi, la sua sensibilità, insieme alla sua lingua, costituiscono il vero paesaggio delle storie , lo spazio in cui le cose accadono. Nel caso di Dubus questo paesaggio è la solitudine di chi ha perso qualcosa, la persecuzione del senso di colpa, un continuo dubbio morale. I suoi racconti, più che a trame, assomigliano a meditazioni.Una raccolta di racconti fulminanti, dove ancora una volta Dubus dimostra di essere un maestro di quest’arte*. Cominciando dalla prima ‘Killings’, che ha dato origine al film di Todd Field In the Bedroom, l’omicidio compare in forme diverse in tre racconti (vendetta, rabbia…)Pagine dense, che contengono anche più spunti di un romanzo, con una scrittura che non urla, non cerca le note acute, al contrario adotta un tono bisbigliato per penetrare più a fondo nei segreti dei suoi personaggi. Fondamentale è l’uso del flashback: il passato e il ricordo arrivano improvvisi a incastrarsi nel presente, a farne parte, a costruirlo. Molto curata la descrizione del paesaggio e dei dettagli, che diventano specchio dell’intimità dei protagonisti.Marisa Tomei, altra interprete di “In the Bedroom”.Peccato Mattioli questa volta abbia lasciato troppi refusi, e scelto di non tradurre proprio la novella che intitola la raccolta nella versione originale, dove ritorna uno dei personaggi di ‘Non abitiamo più qui’, Hank.PS*James Crumley, citato nella postfazione, disse: Hemingway e Faulkner hanno scritto, probabilmente, cinque racconti a testa che possono essere considerati capolavori. Andre Dubus ne ha scritti una ventina.Amo le storie brevi, perché credo che siano il nostro modo di vivere. Sono quello che i nostri amici ci dicono, il loro dolore e la gioia, la loro passione e la rabbia, i loro desideri e il loro grido contro l'ingiustiziai. Parole di Dubus.Inverno

  • Gilla
    2019-04-23 00:53

    Andre Dubus è tanta roba, signori. Perdonate il gergo adolescenziale... ma è l’espressione che in questo momento sento più appropriata per esprimere la soddisfazione e il piacere che ho provato nel leggere questa bellissima raccolta di racconti e nell'approfondire la conoscenza di un autore che avevo già apprezzato in "Non abitiamo più qui". Non so se - come suggerisce James Lee Burke - Dubus sia il più grande scrittore di racconti che gli Stati Uniti abbiano prodotto ma è sicuramente uno scrittore che sa scrivere e lo fa maledettamente bene, in modo limpido, onesto, empatico. Dubus ama i suoi personaggi e sa che le loro vite, per quanto piccole, meritano di essere raccontate. Questo amore si sente tutto. È così concreto da poterlo toccare. Nei suoi racconti si percepisce questa forte empatia con i personaggi e un sincero senso di compassione (nel suo senso originario di “partecipazione alla sofferenza dell'altro”) perfino nei confronti delle figure più negative. Credo sia questo uno dei tratti più belli e distintivi dell’opera di Dubus ed è certamente quello che gli ha permesso di scrivere con grazia e sapienza di un’infinita varietà di esseri umani: le donne in primis, ma anche padri, divorziati, adulteri, ragazzini, anziani. E allora eccolo narrarci il desiderio di vendetta di un padre per l'omicidio del figlio e descriverci la magia dell'amore paterno attraverso pochi e misurati flashback (in "Uccisioni") oppure ricordarci quello speciale sentimento di lealtà e solidarietà che nasce e si rafforza solo tra i militari (Dubus era stato Marine per 4 anni) in "Gli uomini in scuro". È capace di immedesimarsi nel dolore del vigilante di un campus davanti al ritrovamento del cadavere di una studentessa e allo stesso tempo riesce a calarsi nella rabbia del suo assassino ("Gente di città"). È in grado di costruire un intero racconto attorno alla descrizione della paura di un uomo nei confronti dell'acqua del mare (e con quale sensibilità e dettaglio!) in "St. Croix". E ancora, ci racconta di lanciatori di baseball ("Il lanciatore"), di giovani donne rese vedove dalla guerra ("Attesa"), di ragazzini che consegnano i giornali e assistono al fallimento del matrimonio dei propri genitori ("Consegne"), di "padri d'inverno".Ogni storia di questa raccolta è una preziosa gemma incastonata in una visione del mondo in cui la vita è generatrice di sofferenza, solitudine, violenza, adulteri, divorzi, fallimenti ma dove c’è spazio per la speranza, per una via d'uscita dal dolore, per una redenzione.Dubus amava così tanto scrivere racconti perché credeva che “essi sono il modo in cui viviamo. Sono ciò che ci raccontano i nostri amici, nelle loro pene e nelle loro gioie, nella loro passione e nella loro rabbia, nella loro bramosia e nel loro pianto contro la giustizia”.Dubus è stato lontano dalle logiche commerciali per tutta la sua vita: "le tentazioni delle grandi case editrici risparmiano noi autori di racconti: non facciamo soldi né per noi stessi, né per gli altri, così la gente che di solito fa soldi con gli scrittori, ci lascia perdere. Nessuno ci dà grossi anticipi per racconti che non abbiamo ancora scritto. Tuttavia non ho mai invidiato gli scrittori che fanno un sacco di soldi col loro lavoro, perché la combinazione denaro-scrittura mi ha sempre spaventato. Poter scrivere in modo indipendente è ciò che mi permette di affrontare il mio lavoro ogni mattina. Se dalla scrittura dipendessero le mie condizioni di vita così come le aspettative di un grosso editore dubito che riuscirei ad andare avanti. Come i poeti, noi scrittori di racconti viviamo in un mondo più sicuro. Non dobbiamo venderci a nessuno, non dobbiamo affrettarci a scrivere per un pubblico. Il nostro solo debito è verso noi stessi e verso quelle storie che vivono da qualche parte, dentro di noi, fino a quando non decidiamo di metterle per iscritto". Questa onestà straripa in modo prepotente dalla sua scrittura solida, pacata, lenta.Ma c’è di più. C'è anche lo stupore, la meraviglia che il finale dei racconti di Dubus riesce a suscitare quando l’intera storia svolta in modo inaspettatamente poetico verso lidi inesplorati. Ed è allora che in una bella giornata d’estate, dopo un inverno grigio e cupo, un asciugamano su una spiaggia diventa una casa per un padre divorziato e i suoi due figli. Insomma Andre Dubus per me è veramente "tanta roba". Highly recommended!

  • Rosalba
    2019-04-05 00:04

    Ci sono autori che, semplicemente, sono nati per scrivere racconti e Dubus è uno di questi. In poche pagine riesce a concentrare una tale varietà di sentimenti, di sofferenze, delusioni, rimpianti o scelte di vita che non possono non coinvolgere il lettore, perché si tratta di situazioni universali, nelle quali ci si rispecchia o ci si può venire a trovare nel corso della propria vita. E’ un autore che voglio approfondire, nonostante il racconto non sia il mio genere letterario preferito, ma ormai l’incontro c’è stato - grazie al gentile dono di un simpatico e vorace lettore anobiano - e la scintilla è scoccata!!

  • Frabe
    2019-04-03 01:58

    L’altra lettura di Dubus, “Voci dalla luna”, mi aveva entusiasmato, questa meno. I dieci racconti de “Il padre d’inverno” sono sicuramente di buon livello, ma solo l’ultimo - che dà il nome alla raccolta - mi è parso davvero convincente.

  • LW
    2019-04-04 05:09

    Scrivere racconti per Andre Dubus è come una scazzottata fuori da un barDi solito non lo faccio mai - lo so che non si fa - ma stavolta l'ho fatto e non me ne sono pentita :)Sarà che non avevo ancora letto nulla di Dubus...per prima cosa mi sono buttata sulla postfazione di N. Manuppelli e mi hanno colpito molto alcune righe :Per Dubus scrivere è come una scazzottata fuori da un bar: ci sono tristezza, sfogo e violenza e infine c'è anche quella distensione per aver raggiunto il fondo, gli abbracci che spesso seguono, la ricerca disperata di una luce.Nulla è artificiale e il pubblico lo conosciamo benissimo: sono le persone che amiamo e odiamo allo stesso tempo, quelle che ci hanno migliorato e danneggiato l'esistenza allo stesso tempo.Wow...La mia voglia di leggere i racconti ha avuto una bella accelerazione ,è diventata impazienza!E devo dire che c'è davvero tutto questo... in un modo sorprendente , emozionante , c'è il senso di perdita ,il dolore più sordo ,la solitudine nei propri tormenti interiori , il disorientamento il vagare nella propria stessa vita ,con lo spirito come un corpo intontito che sbatteva negli angoli e contro i mobili e anche una grande tenerezza paterna , il senso di protezione e di responsabilità, la ricerca di equilibri nuovi con la voglia di riuscire a galleggiare sopra la dolce fragilità del mare Racconti che ti fanno sanguinare .

  • Marica
    2019-04-17 06:01

    Il sogno del nidoE' il secondo libro che leggo di Dubus e mi ha fatto un'impressione diversa dal precedente. Voci dalla luna mi aveva colpito per la positività dei personaggi, tutti cercavano di estrarre qualcosa di positivo dalle loro cattive fortune, con un impegno ammirevole; alla fine questo concorde impegno per il miglioramento della condizione umana nel mondo risultava un po' troppo bello per essere credibile. In questi racconti il problema di cui sopra è archiviato. La prospettiva è individuale, i personaggi sono soli con sé stessi. Si fanno giustizia da soli. Osservano da fuori un mondo privilegiato di giovinezza e prosperità sprecate. Davanti a un delitto, pensano all'ultimo frutto tardivo che la vita ha offerto loro. Cercano di addomesticare l'istinto violento che è nell'uomo. Vivono le difficoltà di un uomo separato dalla famiglia, che cerca di coltivare nel migliore dei modi l'affetto per i figli bambini. E' particolarmente bello il racconto Il padre d'inverno, che descrive i sentimenti di quest'uomo separato che fa del suo meglio per trascorrere bene il suo tempo coi bambini. Inconsciamente cerca sempre di ricreare intorno a loro una casa, l'intimità perduta che non può essere sostituita dal pranzo al ristorante seguito dal pomeriggio al cinema, all'acquario, al museo. Incontra una donna con la quale vorrebbe intraprendere una relazione e cerca di includerla nei suoi sogni domestici: potrebbero fare delle belle vacanze in campeggio coi bambini, lei è così sportiva. Si rende anche conto che la formazione che aveva dato loro è avvenuta in un tempo in cui un rimprovero era mitigato dalla serata trascorsa insieme; ora che non ci sono più sere insieme, non ci sono più rimproveri: il rapporto è alterato dal timore che i bambini non lo vedano più con piacere. Non tutti i racconti mi sono piaciuti, ma certamente lo sguardo di Dubus è estremamente limpido e originale e la scrittura è di grande qualità. Sono racconti che durano nella memoria e maturano lentamente dopo la lettura, come frutti.

  • Edward S. Portman
    2019-04-07 04:58

    Al terzo volume dedicato a Andre Dubus si comincia ad avere l’impressione di trovarsi di fronte a un grande autore inspiegabilmente trascurato in Italia e che solo ora, grazie all’editore Mattioli, si cerca di riscoprire. Al tempo stesso si avvicina la sensazione che il curatore comincia a pescare un po’ dal fondo del cosiddetto barile della produzione dello scrittore americano. Si avverte questo presentimento quando si affrontano i primi racconti di questa raccolta, forse perché per immergersi nella scrittura di Dubus si deve passare un piccolo periodo di, diciamo, riscaldamento, durante il quale si torna a familiarizzare con la prosa asciutta dell’autore di Non abitiamo più qui. Il modo di raccontare di Dubus è essenziale ma non privo di dettagli. Inizialmente può apparire come magari svogliato o poco curato, ma è quando ti fermi e ti chiedi cosa davvero Dubus non ti ha detto, o cosa avrebbe dovuto aggiungere per rendere una descrizione migliore, che ti accorgi di quanto lavoro dietro dietro (molto dietro) le quinti l’autore debba avere svolto per arrivare a un risultato talmente misurato. L’esempio più lampante di quanto detto è il racconto che chiude la raccolte e che dà il titolo al libro, nel quale Dubus riesce a delineare un personaggio così magnifico e sfaccettato e vero da renderlo reale nella carta quanto nella testa del lettore. Quindi chiudi il libro e cerchi di darti una risposta alla domanda che ti sei posto con un poco di vergogna all’inizio della lettura: siamo davvero arrivati al fondo del barile della produzione di Andre Dubus? Può darsi, ma se il fondo è così bello come quello riportato in questo volume, ce ne fossero di barili di questa qualità! Soprattutto per il fatto che, perso a metà libro, c’è pure uno dei migliori racconti sportivi che sia mai stato scritto: Il lanciatore, che riesce nell’impresa davvero ardua di catturare il lettore italiano pur trattando di baseball.

  • Simone Subliminalpop
    2019-04-22 23:55

    Terzo libro di Dubus che arriva in Italia grazie alla meritevole operazione di riscoperta fatta da Mattioli 1885, una raccolta di racconti che se non raggiunge le vette dei precedenti due volumi (“Voci dalla luna”, il migliore in assoluto, e “Non abitiamo più qui”), rimane comunque un ottimo libro, in grado di dimostrare quanto l'autore in questione sia in grado di cogliere le sottili scosse quotidiane di ogni esistenza. Dubus ha uno sguardo ampio, molto attento e capacità di riprodurre sulla pagina la vita nel suo caleidoscopio di emozioni, sensazioni, gesti, come pochi altri narratori sono in gradi di fare. Tra gli episodi migliori: “Il padre d’inverno”, “Uccisioni” e “Attesa”.http://www.subliminalpop.com/?p=6090

  • Roberto
    2019-04-16 07:09

    Andre Dubus: tre matrimoni, sei figli, un omicidio alle spalle e una vita tormentata conclusa in carrozzella con una gamba amputata.Ha provato quasi tutto nella vita. E queste esperienze si vedono nei suoi brevi racconti, non urlati, dove l’esame dei personaggi è molto più importante della trama. Storie di padri divorziati, di persone in cerca di un posto nel mondo, di persone che hanno subito violenze. Storie quasi sempre negative, quasi sempre tristi, quasi sempre pessimistiche. Storie quasi sempre senza speranza.Fondamentale è l’uso del flashback, che consente al passato di collegarsi improvvisamente al presente.“Il padre d’inverno” è un libro potente, profondo, incisivo. Ma forse, per me, troppo negativo.

  • Jeremy
    2019-04-24 01:58

    Alot of these stories are reprinted in the Selected Stories which I just finished. But the ones that were new to me were just as good, especially the novella. I've never read anyone that writes about marriage and divorce like Dubus.

  • Mac Morse
    2019-04-16 04:09

    I don't want to give too much info. I give this book a 4 because it is beautifully written. Very provocative. It leaves one considering morality, objectification, internal strife and the possibility that no one is above heinous actions.

  • arcobaleno
    2019-03-29 04:55

    Consigliato da Gilla

  • J. Carroll
    2019-04-03 01:08

    His mastery is absolute, and the stories are so unspeakably sad. One of the true greats of American fiction. I'm never really done with this because I read these stories all the time.

  • Steve
    2019-03-27 01:11

    Dubus was a master short story writer. His characters are so lifelike and their emotions so true that they remain with you long after you've finished each story.

  • Infernal Apex
    2019-04-19 07:49

    Dubus writes with such human emotion, anguish and discovery. This collection of short stories explores our innermost secrets and brings them to the surface in with an honesty rarely seen.

  • Andrew Harter
    2019-03-26 03:58

    Finding a Girl in America by Andre Dubus. David R. Godine, Publisher. Boston, 1980.Men finding women and themselves anywhere and everywhere.In his book, ‘Finding a Girl in America’, author Andre Dubus is quite successful in finding many voices in ten stories. Throughout his collection of ten short stories and the novella, of which the book is titled the same, Dubus writes eleven stories both short and long and almost all in different time periods. Dubus was a famous short story writer before his sudden death in 1998 but, his collection adds excitement in areas that most readers would find to be hidden.The book is divided into three sections. In the first section there are four stories. These stories support a collective theme of men obtaining a past feeling in their lives. In “Killings”, the main character Matt Flower strives for revenge after his son is brutally killed by Richard Strout. Matt holds Strout up at gunpoint all over town to exact his revenge in a non life threatening way. In “The Dark Men”, the characters of the commander and captain try to regain their masculinity through alcohol consumption and hopeful flirting. In “His Lover”, Moissant is a blind man who regains passion through his affair with a murderous yet lovely woman. “Townies” gives a man the ultimate ability of manipulation over these women who help him steal stuff then have sex with him. Dubus gives these characters an unforgettable voice and I didn’t find myself excessively bored at any point in this section.The second section is based on men losing the women they once had. “The Misogamist” shows how Roy Hodges had the girl of his dreams or so he thinks and his journey through the army and the farther he gets into the military the farther away his chances with Sheila are. “At St. Croix” is a tale Peter Jackman newly dating after a divorce but, he reflects on the loss of his time with his children throughout the trip. “The Pitcher” shows how main character Billy loses his love Leslie after falling too deeply in love with his shot at making it to the major leagues for baseball. “Waiting” is a story about Juanita and her coping with her lost loves and the peace the sea brings her. This section of the book brings the transitioning of man regaining something he lost to losing something dear to him. The third and final section is comprised of only two selections. One, “Winter Father”, a short story and the other, “Finding a Girl in America”, a novella. In “Winter Father”, Peter Jackman returns as he deals with life after his divorce with Norma and seeing his children on a fixed schedule rather than on his own time. “Finding a Girl in America” finds the reader right there with Hank Allison on his alcohol powered and self-absorbed trip to finding some type of peace in the union of marriage.Andre Dubus provided the reader with a voice to follow here. A gripping voice was given to all of the male characters so the readers could sympathize, empathize, or even detest the main characters throughout. Dubus’ emphasis on the male psyche gave the reader an inside look at the lead characters’ most intimate and vulnerable of situations.There were some areas of drag that I had to push myself through to finish the read but, overall Dubus is a solid writer and I’m very interested to read more of his works. His ability to make a character come alive with words is mesmerizing to any kind of reader.

  • Librofilia_it
    2019-04-12 07:51

    Andre Dubus, possiede una scrittura limpida, onesta, brutale. Un scrittura capace di esplorare l’animo e i sentimenti umani al pari di poche altre penne ed ecco che, all’improvviso, le vite comuni di una qualsiasi provincia americana, di una qualsiasi epoca storica, diventano piene di sfaccettature e di sfumature impossibili da trascrivere.Recensione completa: http://www.librofilia.it/il-padre-d-i...

  • Meghan
    2019-04-10 06:01

    I'm a bit uncertain as to how to rate this collection of stories. Some of the stories I found more engaging than others, some I really struggled to get through. This set of stories is definitely very masculine. The protagonists are men, baseball players, marines, professors, and the women, for the most part, . One could even make the claim that the woman in the stories are all characterized as good girl/whore - no more apparent than in the final piece with Edith and Lori vs. Monica. The men are hard working but lost, a trope that appears in each piece which helps to weave the stories together. But the repetition grew wearisome and the stories began to blend together. From a technique standpoint, this book is amazing. The writing is spare without being sparse. I never felt lectured to or lost in unnecessary explanation or diversions. Every piece in this book is extraordinarily self-contained and complete. But, in the end, I just didn't enjoy the book. It might not be that I'm the intended audience and that the completely masculine tone just doesn't resonate with me. As I said, the technique is extraordinary, but I didn't feel any emotional involvement with any of the repeating characters.

  • Dunrie
    2019-03-30 07:13

    I recognized the world he writes about, divorced families--their longing and heartbreak and awkward otherness. I also recognize the academic northeast - the college towns and aspirations of college people and the proximity of the ocean. The close of "The Winter Father" was a revelation. In it, Dubus captured a feeling and a reality that I never saw but knew instantly as true. The title story was also in my edition of We don't live here anymore. I was happy to read it again, especially in the context of the other stories.

  • Colin Bailes
    2019-04-11 06:59

    What I learned most from reading the short stories in Finding a Girl in America was how to handle character. Plot isn't always the most important thing in a story; sometimes exploring human consciousness through character makes brilliant writing. In Dubus' short stories actions reveal character. How someone handles a situation reveals who that person is. In terms of plot, I did learn the importance of flashbacks and a character's history. A character cannot live in a bubble but needs a history as well as a future.

  • Sara Comuzzo
    2019-04-04 23:53

    quanto è bravo questo Andre Dubus, forse il più grande scrittore di racconti come qualcuno suggerisce.storie concentrate sulle relazioni, matrimoni che non funzionano, tradimenti, fratture interiori.10 racconti per 173 pagine in cui entriamo esattamente nei personaggi e restiamo con loro, nella loro vita di ogni giorno, nei sorrisi e nelle lacrime.c'è una delicatezza nello stile e nelle parole di Dubus, una sottile amarezza, qualcosa di dolce-amaro che ci lascia con molte domande e nello stesso tempo dona un senso di pace.

  • E. Clark
    2019-04-05 06:01

    I'd read several of the pieces in here before (mostly in Selected Stories, and I'm obsessed with "Townies," so I just read the ones I hadn't gotten to yet. Just finished up with "Delivering," which has a slew of standby Dubus devices—parents on the verge of divorce, fishing, going to the beach, a cute girl at the donut shop—but manages to be wholly original despite all that. I could read his stuff all day.

  • David R. Godine
    2019-03-31 05:16

    "Dubus is one of the few writers today who can take the top of you head off with a word, a line, a situation."— Playboy

  • Mari
    2019-04-05 04:48

    ”Non è la partita che conta, né la vittoria, ma intrattenere la gente e portarla da qualche altra parte, lontano, per qualche ora.”Questa frase di un giocatore dei Dodgers calza a pennello per descrivere le short stories di Andre Dubus. Pur non amando molto i racconti è la seconda raccolta che leggo di questo fantastico scrittore americano e l'impressione è sempre ottima. Sono storie scarne, asciutte ma cariche di tormento e introspezione. Sono come tante fotografie che fermano un attimo preciso della vita dei protagonisti, Dubus racconta al lettore quel momento, non ha bisogno di troppi aggettivi e fronzoli, ma nonostante la brevità, la storia esce fuori prepotente dalle sue pagine. Non sapremo come procederanno le vite dei suoi personaggi, di qualcuno ci è concesso ricostruire qualcosa del passato, ma quello che Dubus cerca, quello che vuole far arrivare al lettore non è la storia della vita delle sue creature ma il tormento che in un preciso momento o in una determinata situazione si cela dentro la loro anima. In questa raccolta emergono diverse figure di padri, che hanno perso un figlio o che devono affrontare un divorzio e la conseguente separazione dai figli, uomini che una famiglia non ce l'hanno e che si rendono conto che non sono tagliati per la vita coniugale. Sono tutti personaggi ben caratterizzati, umani, comuni, che quotidianamente devono fare i conti con i propri drammi e le proprie paure. Raccontare la trama di una singola storia è inutile, si fa prima a leggerle. In tutto sono dieci racconti, tre mi hanno colpito più degli altri, Uccisioni, che è quello che apre la raccolta, St. Croix e Il padre d'inverno che oltre a dare il titolo al libro chiude la raccolta, questi ultimi due inoltre raccontano due momenti diversi della vita degli stessi protagonisti.Attendere significa osservare il tempo

  • Bruno
    2019-04-16 01:06

    IT WAS LIKE TAKING THREE VALIUMS BUT NOT IN A FUN WAY.

  • Marce Matamoros
    2019-04-24 04:53

    This compilation of short stories is most a recount of feelings or nostalgia. Rather than connecting with characters, Dubus connects the reader with raw feelings, emotions, evocations and sensations of sadness, loss, nostalgia, joy and reconciliation. Enjoyable, especially the last 2 stories "The Winter Father" and "Finding a girl in America".

  • Alessia
    2019-04-11 03:05

    In questa raccolta di racconti, belli e dolorosi, emergono frammenti di America. Sulle sponde del Merrimack, udendo la sua eco, guidando accanto alle sue acque, scorrono queste "short stories" che parlano di rapporti tra genitori e figli, amanti, ex mariti ed ex mogli; di perdite e tradimenti; di vendette e lacerazioni; del valore e dell'importanza del successo come mezzo di riuscita sociale ma non per forza strumento per raggiungere la felicità.Forse sopra a tutto emerge la disgregazione e il tentativo di volere ricomporre i pezzi di quanto c'era e poi non c'è più; di dare nuova forma e un nuovo senso alla vita che viene "dopo" - dopo una perdita, una separazione, un insuccesso, un errore. Ricorrono in queste pagine, elementi fortemente caratterizzanti la società americana, come la presenza e l'uso delle armi, il riferimento frequente al "corpo" dei Marines, di cui fanno o hanno fatto parte i protagonisti, un racconto interamente dedicato al baseball, grandissima passione di Dubus stesso. E poi si racconta dell'amore e del sesso, dei legami, spezzati, spazzati via, difesi; di padri e figli e di tutto quanto ancora si può raccontare della storia di ognuno...sopra gli altri per me, "Gente di città" e "Consegne".

  • Lainie
    2019-04-19 05:07

    Introspective writing, with richly drawn characters. Dubus makes it seem easy, putting you face to face with characters that right away show you who they are. In most of these stories, we are seeing life through a very male lens. In one or two, Dubus shows us he can convincingly talk from the female point of view. In neither of these, even when using archetypes (Cheever's philanderer, the dissatisfied women's libbers), through insights into their inner lives, he refrains from reducing his characters to stereotypes. Artful and subtle.Recommended, especially for writing students and autodidacts who love literary fiction.

  • Robin Edman
    2019-03-27 04:03

    I rated this as a "liked" because of the high quality of writing, but in truth, I did not enjoy this book, except maybe for the story immediately preceding the novella. For the most part, these stories deal with military families, one member of which hits that moment of existential angst and never finds a way around or over that wall. They just stand there, boxed in by their own self-limiting notions. I'm just way too big a believer in freedom to enjoy reading in this depth about people who cage themselves. I would have loved this story when I was young and angsty, though. They really are beautifully written.

  • Patrizia
    2019-03-24 05:59

    Dubus ama la scrittura in sé, quel cercare e poi seguire le parole, una dopo l'altra, scomponendo stati d'animo ed emozioni, per andare al di là della situazione descritta e ottenere qualcosa in cui tutti possano riconoscersi. Amore, odio, vendetta, sesso, divorzio, rapporto con i figli sono temi costanti e i suoi personaggi alla fine siamo noi, con le nostre angosce, paure, manie e tutta la gamma possibile di sentimenti. Anche con il nostro lato più oscuro e nascosto.