Read De laatste dag by Beppe Fenoglio Mieke Geuzebroeck en Pietha de Voogd Alessandro Baricco Online

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De laatste dag speelt zich af direct na de Tweede Wereldoorlog. De jonge hoofdpersoon Ettore keert terug naar zijn ouderlijk huis. Nu hij als partizaan twintig mannen heeft aangevoerd, kan hij zich moeilijk aanpassen aan het gewone leven en is het routinematige werk onder een baas voor hem ondenkbaar geworden. Hij sluit zich aan bij twee andere ex-partizanen, die in hun leDe laatste dag speelt zich af direct na de Tweede Wereldoorlog. De jonge hoofdpersoon Ettore keert terug naar zijn ouderlijk huis. Nu hij als partizaan twintig mannen heeft aangevoerd, kan hij zich moeilijk aanpassen aan het gewone leven en is het routinematige werk onder een baas voor hem ondenkbaar geworden. Hij sluit zich aan bij twee andere ex-partizanen, die in hun levensonderhoud voorzien door diefstal en afpersing. Wanneer zijn vriendin Vanda zwanger blijkt te zijn, ziet hij zich gedwongen zijn levenswijze radicaal te veranderen....

Title : De laatste dag
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ISBN : 9789023490210
Format Type : Paperback
Number of Pages : 144 Pages
Status : Available For Download
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De laatste dag Reviews

  • lorinbocol
    2019-01-28 04:42

    cinque spunti su uno dei romanzi fenogliani dalla vicenda editoriale più travagliata (per dettagli, citofonare elio vittorini). 1) della vita.«finalmente arrivarono gli impiegati, otto, dieci, undici in tutto, non si mischiarono agli operai sull'asfalto, stettero sul marciapiede. lui si nascose dietro l'orinatoio e li osservava attraverso i trafori metallici. «io dovrei fare il dodicesimo», si disse, ma cominciò a scuotere la testa, non finiva più di scuoterla e diceva: - no, no, non mi tireranno giù nel pozzo con loro. io non sarò mai dei vostri. siamo troppo diversi, le donne che amano me non possono amare voi e viceversa. io avrò un destino diverso dal vostro, non dico più bello o più brutto, ma diverso. voi fate con naturalezza dei sacrifici che per me sono enormi, insopportabili, e io so fare a sangue freddo delle cose che a solo pensarle a voi farebbero drizzare i capelli in testa. impossibile che io sia dei vostri».2) degli uomini.«ecco là gli uomini che si chiudevano fra quattro mura per le otto migliori ore del giorno, tutti i giorni, e in queste otto ore nei caffè e negli sferisteri e sui mercati succedevano memorabili incontri d'uomini, donne forestiere scendevano dai treni, d'estate il fiume e d'inverno la collina nevosa. ecco là i tipi che mai niente vedevano e tutto dovevano farsi raccontare, che dovevano chiedere permesso anche per andare a casa a veder morire loro padre o partorire loro moglie. e alla sera uscivano da quelle quattro mura, con un mucchietto di soldi assicurati per la fine del mese, e un pizzico di cenere di quella che era stata la giornata».3) delle donne.«lo prese un furore, nessuno che lo facesse infuriare come le persone che lo amavano, sua madre, adesso vanda, palmo prima non l'aveva fatto infuriare tanto. la mano gli tremava per la voglia di correre alla pistola, si sentiva capace di minacciarla con la pistola.vanda gli aveva visto la faccia, alzò adagio la camicia, guardandosele scoprì le gambe strettamente unite.- continua.continuò, ma aveva alzati gli occhi dalle sue gambe e non guardava lui, ma più in alto.- perché? - gli disse poi vanda.- perché tu mi piaci, mi piaci troppo. io metterei la mia vita tra le tue gambe. devo stare bene attento a non perderti.lei si protese sulla ringhiera: - non mi perdi, non mi perderai mai, se dipende da me. sei solo tu che puoi far sì che tu mi perda.- lo so, lo so. proprio per questo».4) della morte.ettore, con l'ultimo fiato: «sei un cretino, palmo, mi tocca morire per un cretino come te».5) delle ricorrenze.ettore l'indomito è il protagonista qui, ma è anche uno dei partigiani più legati a johnny. nella realtà ettore costa fu un amico di fenoglio fatto prigioniero dai tedeschi, per il quale lo stesso scrittore tentò inutilmente uno scambio. la sua storia è poi in parte riversata ne una questione privata.giorgio, per fenoglio è invece evidentemente nome da figlio di papà. che sia uno dei personaggi principali come in una questione privata, o una comparsa come ne la paga del sabato, i tratti per definirlo sono gli stessi e hanno a che fare con scene di ballo:«fulvia ballava spessissimo con giorgio clerici, duravano anche per cinque o sei dischi consecutivi, slacciandosi appena negli intervalli. giorgio era il più bel ragazzo di alba ed anche il più ricco, ovviamente il più elegante. [...] fulvia era entusiasta di giorgio, come ballerino».e qui invece, mentre ettore lo osserva ballare con vanda: «giorgio, uno ricco che suo padre era padrone di tre mulini».

  • Stef Smulders
    2019-01-29 06:45

    Short as it is, this novel took me some effort to finish. A simple naturalistic story written in a very simple, straightforward style, all in one pace and with a serious tone. Really gets dull after fifty pages or so. Read it if you want to learn about the culture of the poor people in Italy early 1900's till close after the war.

  • Malacorda
    2019-01-30 08:39

    Tremendamente bello. Intendo: bello, nel suo essere una storia tremenda. Ho troppa ammirazione - anzi soggezione - di Fenoglio per stare a filosofeggiare sui perché e sui percome, mi limito a dirmi d’accordo con chi lo definisce parallelo a La ragazza di Bube. Non è però poi così antitetico rispetto il testo di Cassola: certo, la mano è diversa, ma sotto sotto c’è comunque in entrambi i casi il fantasma della guerra e io trovo che emerga con la stessa veemenza in entrambi i racconti.

  • Marc
    2019-01-27 05:50

    Ettore, a former partisan soldier, doesn't succeed in picking up the thread of life again after the war. He lives a very neurotic life, screwing up the relation with his parents, his girlfriend etc. Eventually he joins a gang of criminals and seems to find some balance again, until ...A very dry account, with a minimum of emotions; gives a strong naturalistic and almost alienating effect, which of course seemed to be the intention of Fenoglio. But it did not really resonate with me, I'm afraid.

  • Francyy Barontini
    2019-02-02 02:40

    Sembra di guardare un film del grande neorealismo italiano, un film in bianco e nero, con attori che sono immagine della sofferenza del secondo dopoguerra. Apparentemente un libro dove i sentimenti buoni sono inesistenti e dove invece dominano tristezza e squallore. Invece i sentimenti ci sono, ma gli italiani del secondo dopoguerra non riescono ad esprimerli. Una scrittura talvolta difficile, ma un libro che ti morde il cuore e lo stomaco.

  • zumurruddu
    2019-02-22 01:57

    Ettore è tornato dalla guerra, è tornato dai monti dove è stato partigiano, è tornato alla vita civile. Ma non ci si sa più adattare, non si sente una persona “normale”, come tutti gli altri, e soprattutto non vuole lavorare sotto padrone.Mi ha colpito molto, in questo breve romanzo, l’intensità e la violenza delle emozioni che emergono nelle varie situazioni, atmosfere sempre cariche di tensione (in particolare nelle scene in cui Ettore è con la propria famiglia o con i futuri suoceri), dialoghi secchi e brutali, e sempre, ovunque, quel disagio del protagonista, quel “non poterci stare”, quella rabbiosa insofferenza. Ettore non vuole lavorare e finisce per mettersi in affari loschi con altri compagni ex-partigiani. Ma dove sono, viene da chiedersi, quei nobili a alti valori, quegli slanci, che, per forza, devono averli guidati nelle loro imprese di partigiani? O non ci sono mai stati? C’erano, credo, ma impastati di fango e di sangue con la violenza, con le meschinità.E così nella vita di Ettore c’è anche l’amore, totale - perché gli slanci di Ettore sono sempre così, totali (e viene da pensare ad altre opere di Fenoglio, anzi viene da pensare a Fenoglio stesso) - l’amore totale per i genitori e per Vanda, ma impastato con la rabbia, l’insofferenza, il disagio esistenziale. Ettore è un disadattato. Non c’è posto nella vita normale per i disadattati.

  • Myriam
    2019-01-23 03:48

    Gaaf kleinood van Beppe Fenoglio, volgens Alessandro Baricco 'echt een grootse schrijver', een feit waarmee men zelfs in Italië maar tot op zekere hoogte bekend is. Baricco, die een mooie inleiding bij deze uitgave schreef, wijt dat aan 'het type mens dat hij was, [van] zijn vreemde editoriale wederwaardigheden en [van] zijn onontkoombare Piemonteesheid. Hij leefde verschanst in een hoekje van Piemonte, kwam nooit in opstand tegen zijn eigen lot, en gedroeg zich buitengewoon waardig. Hij vertelde over ongemakkelijke dingen, nam niet graag de trein naar Rome, en hij stierf te vroeg. Mensen met maar half zoveel talent worden tegenwoordig al in de schoolboeken vermeld. Zo gaat het nu eenmaal.''De laatste dag' leest als een Italiaanse zwart-wit film uit de jaren vijftig (en net omwille van dat 'filmische' werd het boek destijds door Enaudi afgewezen), met de harde contrasten van het chiaroscuro, het geschreeuw en getier, de haat-liefde verhoudingen tussen moeder en zoon, vader en zoon, de brutale vriendschappen. Maar Ettore, 22, beschadigd en onhandig liefhebbend, heeft ondanks zijn partizanenverleden een droom die hij tegen de rest van de wereld verdedigt. In iedere zin voel je de woede, de wanhoop, het verlangen van Ettore om een leven op te bouwen. En dat lijkt hem, ondanks alles, te lukken...'Dit leven is niets voor mij, omdat ik gevochten heb in de oorlog. Ik heb gevochten in de oorlog, vergeet dat nooit, en de oorlog heeft me veranderd, ik ben dit soort leven ontwend. Ik wist toen al dat dit leven niets meer voor me was. En nu ben ik de hele dag aan het niksen omdat ik probeer er weer aan te wennen, dat is ’t enige waar ik mee bezig ben.’

  • L'amaca di Euterpe
    2019-02-13 05:03

    Un racconto lungo oserei dire, più che un romanzo vero e proprio, dove domina su tutto il tentativo di Ettore di tornare (o forse sarebbe meglio dire incominciare, vista la giovane età) a una vita normale dopo aver fatto il partigiano durante la seconda guerra mondiale.Libro dolente e doloroso, con poche speranze per il futuro.Ho trovato la storia cruda, triste, ma poco approfondita e uno stile di scrittura non sempre scorrevole. Si fa leggere, si spera nel riscatto, ma niente di piùhttp://amacadieuterpe.wordpress.com/2...

  • Maria
    2019-02-07 08:51

    Il racconto di Fenoglio ha nei suoi limiti le maggiori caratterizzazioni.Lo stile è aspro, grezzo, e si riversa nei personaggi, in Ettore soprattutto, con grande impatto. Ma si ha l'impressione di un lavoro ancora in fase embrionale.Gli stessi protagonisti appaiono, a tratti, bozze di se stessi. - See more at: http://startfromscratchblog.blogspot....

  • Alessandro Pontorno
    2019-02-11 06:56

    Scioccante.Ettore entra in scena come un bamboccione qualunque, a casa con i genitori e senza lavoro. Niente di diverso rispetto ai nostri giorni, non fosse che il protagonista della vicenda è stato un partigiano e fatica a reinserirsi nella società civile.Nella sua ricerca della normalità passa attraverso il lutto della separazione dai genitori, la ricerca del proprio io, la relazione con i delinquenti locali, la creazione di una famiglia, fino al tragico finale.Eppure la cosa che mi ha sconvolto più di ogni altra cosa è la violenza verbale che usa Ettore nei confronti della madre e, in parte, di Vanda, la sua donna. Non c'è rispetto, non c'è riconoscenza, non c'è tenerezza. E il fatto che potesse essere la normalità dell'epoca mi turba.

  • Roman Helinski
    2019-01-29 06:59

    Een teruggekeerde soldaat probeert zijn hoofd boven water te houden, goed te doen. De band met zijn ouders is onvergetelijk mooi beschreven.

  • Simona Pierrovskaia
    2019-01-23 04:40

    Ovvero della difficile arte di chi - avendo avuto un passato difficile ed entusiasmante - Ettore a vent'anni sa già di essere un ex - sa di essere stato un eroe della Resistenza e di non essere più niente - si trova a dover vivere un'esistenza normale. Utilizzo della parola straordinario.

  • marco_izner
    2019-02-17 00:52

    Bellissimo e spietato, come sempre capita con Fenoglio. Questo non è un racconto sulla Resistenza, ma su ciò che questa ha causato nella vita, nei comportamenti e nella mente di un ventiduenne che l'ha da poco vissuta. Fenoglio è un vero maestro nel descrivere le situazioni in apparenza più banali e quotidiane, quelle che in molti neanche si sognerebbero di inserire in un romanzo. Invece, lui mette dolore, frustrazione, rabbia e sconfitta in ogni frase, in ogni parola. Di una tristezza e di una brutalità che fa quasi star male. Un romanzo sul quanto sia difficile mettersi in salvo dalla violenza.(commento del marzo 2014)

  • Caraliotiscrivo
    2019-01-28 07:45

    Appena terminata la mia prima esperienza con Fenoglio e, a caldo, devo dire che non ne sono rimasta completamente soddisfatta. Va bene, è una delle prime opere letterare di Fenoglio, e questo si sente. La storia è superficiale, non è approfondita, è come uno schizzo preparatorio prima del quadro vero e proprio. E anche così scalfisce poco. C'è tutto e niente, è un gran miscuglio. La scrittura poi spesso è poco scorrevole, direi anche volutamente sgrammaticata e a volte mi è risultata quasi fastidiosa. Non sono riuscita ad appassionarmi alla storia e non c'è stata da parte mia nessuna empatia per i personaggi, anzi Ettore spesso e volentieri mi ha proprio irritato, anche se in fondo mi sembra l'unico personaggio a essere stato approfondito psicologicamente. Si percepisce il tormento e la sofferenza di Ettore, che si sente profondamente cambiato, che si sente realizzato solo come partigiano e che ora non sopporta più nessuna situazione quotidiana, che non riesce a tornare alla normalità, al lavoro, con qualcuno sopra di lui che gli dica cosa fare, alla famiglia... quasi un disadattato, sempre pronto ad arrabbiarsi e a scattare. In questo Fenoglio è riuscito egregiamente. Alla fine però sembra ci sia qualcosa di incompiuto e tutto sembra "buttato là". Peccato.Ho la sensazione però che questo non sia il vero Fenoglio. Se è ritenuto uno degli autori più importanti della letteratura italiana del Novecento ci sarà un motivo, vero?!Probabilmente devo prendere l'opera per quello che è, un inizio, un punto di partenza per arrivare poi alle sue opere maggiori, come "Una questione privata" o "Il partigiano Johnny". E forse è stato un bene partire da questo testo. Resta però la voglia di leggere altro e di vedere la crescità e la maturità letteraria, perché fin qui mi ha convinto poco. E alla fine invece sai cosa succederà?... che probabilmente mi rimarrà più impresso questo libro, questi personaggi, questa scrittura che mi hanno infastidito tanto e quindi in un certo senso fatto "provare" qualcosa, di altri libri che lì per lì mi sono piaciuti ma che poi sono sfumati e sbiaditi con l'andar del tempo. Questo ovviamente è il mio personalissimo parere, da semplice lettrice che affronta per la prima volta Fenoglio; questo quello che ha trasmesso a me. Letto per il Piemonte per la prima tappa del Giro d'Italia Letterario organizzato da Seunanottedinvernounlettore.

  • Cristina - Athenae Noctua
    2019-01-26 00:36

    La paga del sabato è un breve racconto ambientato nel secondo Dopoguerra. Il protagonista, Ettore, è un ex partigiano che, dopo gli orrori della guerra, è totalmente incapace di riadattarsi ad una vita normale: ha in sé un carico di aggressività che lo porta a odiare tutto quanto potrebbe portarlo alla quiete di un'esistenza comune (la famiglia, l'amore, il lavoro) e a ripiombare nella sregolatezza e negli atti violenti.La lettura del romanzo è risultata molto interessante e scorrevole e l'ambientazione sia geografica che storica mi ha particolarmente soddisfatta, ma, nel complesso, non è riuscita ad appassionarmi. La storia è ricca di ottime premesse che, però, Fenoglio ha lasciato ad uno stato di abbozzo.Una situazione psicologica che poteva essere largamente approfondita è stata affidata troppo a gesti e a sfoghi di Ettore che risultano, più che comprensibili, irritanti, alimentando più volte un profondo disprezzo per l'uomo anziché la compassione e il rispetto per il reduce.La pecca più grande del romanzo, però, risulta a mio avviso lo stile: scarno, inferiore all'essenziale, sovrabbondante di dialoghi in cui la voce di Ettore è dominante e soffocante, disseminato di colloquialismi e forme che cadono sovente nell'errore e che, pur essendo mimetici del parlato, si inseriscono in una linea stilistica complessivamente troppo pulita per accoglierli armonicamente.Non sconsiglio, tuttavia, la lettura de La paga del sabato: pur con i limiti evidenziati (e di certo ascrivibili in parte alla soggettività), esso getta luce su una situazione drammatica della nostra storia, rivelando la lentezza e la difficoltà della ripresa.http://athenaenoctua2013.blogspot.it/...

  • Alisea
    2019-02-06 07:51

    “Io non mi trovo in questa vita perché ho fatto la guerra. Ricordatene sempre che io ho fatto la guerra, e la guerra mi ha cambiato, mi ha rotto l’abitudine a questa vita qui. Io lo capivo fin d’allora che non mi sarei poi ritrovato in questa vita qui.”Ecco, è tutta in questa frase la difficoltà di Ettore ad inserirsi in una vita "normale" fatta di affetti e lavoro. La vita da partigiano, ricca di adrenalina, lo rende - lui come altri che hanno vissuto la guerra - insofferente alla quotidianità e lo porta anche ad una certa aridità affettiva. Ettore si dedica ad affari loschi quali estorsioni e contrabbando fino a quando la sua ragazza gli annuncia di aspettare un figlio. E'a questo punto che Ettore decide di cambiare, iniziando una regolare attività in proprio e scoprendosi capace di amare. E' un romanzo molto breve che coinvolge molto. Fenoglio, di cui non avevo ancora letto niente, è efficacissimo nel descrivere i personaggi e la situazione dell'immediato dopoguerra al punto che sembra di vedere un film in bianco e nero. Come nella vita reale poi ogni personaggio ha le sue zone d'ombra e di luce: nessuno è veramente buono o cattivo, tutti hanno pudore nell'esprimere i propri sentimenti di profondo affetto. I dialoghi tra Ettore e la madre sono caratterizzati da parole dure e aggressive, Vanda la fidanzata alterna parole dolci e remissive ad altre civettuole e provocanti, consapevole di avere a che fare con un uomo difficile e insicuro, il padre di Ettore, avaro di parole ma presente nei fatti. Fenoglio, con dialoghi secchi e scarni, tratteggia con precisione lo smarrimento e la fatica di vivere di una società traumatizzata dalla guerra

  • Giovanna
    2019-02-16 04:01

    Non avevo mai letto nulla di Fenoglio e devo dire che, come primo approccio, non è stato male.La paga del sabato è un breve romanzo pubblicato dopo la morte dell'autore.L'ambientazione del libro è il Piemonte del dopoguerra.Il protagonista del romanzo è Ettore, un ventiduenne reduce di guerra, che fatica a ritornare alla vita di tutti i giorni. È un tipo scontroso, violento: si mostra così sin dalle prime pagine, poichè il romanzo si apre proprio con un battibecco tra Ettore e la madre che vorrebbe che il figlio si cercasse un lavoro e non sfruttasse i soldi dei genitori che, purtroppo, non sono molti. In questo dialogo notiamo anche l'amore che Ettore prova verso la madre ma che cerca di reprimere ad ogni costo, sopraffatto dall'arroganza. Per non continuare a sentire le lamentele dei suoi, decide di accettare un lavoro che gli ha trovato il padre come impiegato. Ma Ettore non è come tutti i ragazzi che si accontentano del primo lavoro che capita; lui non vuole sare sotto agli ordini di nessuno, soprattutto dopo che è stato abituato lui stesso a comandare gli altri in tempo di guerra. Quella mattina, quindi, non si presenta a lavoro, ma va da una sua vecchia conoscenza, Bianco, per mettersi a lavorare con lui in sporchi affari. Viene evidenziata qui un'altra sua caratteristica: Ettore non vuole conformarsi alla società, non vuole sottostare alle regole.CONTINUA SU http://lettoreungransognatore.blogspo...

  • Giovanna
    2019-02-15 06:40

    2.5Non ho mai avuto una voglia particolare di leggere questo libro, ma non sapevo proprio cosa leggere e quando l'ho visto mi sono detta: "Perché no?"Purtroppo non mi ha lasciato molto, scorre velocemente ma i personaggi non vengono caratterizzati per nulla e la trama mi è sembrata alquanto scarna. La fine, se così si può chiamare, mi ha lasciata perplessa, perché in realtà il libro si interrompe improvvisamente, lasciando molte cose in sospeso, cosa che mi ha dato non poco fastidio. Nemmeno lo stile mi ha particolarmente impressionata, scorrevole, semplice ma fin troppo scialbo.Ettore si porta dietro dalla guerra tanta rabbia e insofferenza e da allora non vuole rassegnarsi alla stabilità della routine. Così quando il padre gli trova un lavoro stabile e sicuro Ettore si rifugia in affari poco puliti e rischiosi. Solo una volta costretto a mettere su famiglia dovrà rassegnarsi a un lavoro più tranquillo e onesto.Non c'è molto da dire sulla trama, davvero semplice, e sull'epilogo che si interrompe in modo sin troppo netto e deciso. Il personaggio principale, oltre a essere decisamente problematico e insopportabile, non è stato sviluppato quasi per nulla, rimanendo piatto e piuttosto stereotipato.

  • Seingalt
    2019-02-12 00:41

    Starts off a bit creakily, maybe, and the "final job before retiring from a life of crime" bit isn't entirely original, to say the least, but in the end I thought this book was pretty darn good. When, for example, the main character Ettore asks another character, also a criminal, what the French inscription on a sundial means, my jaw dropped. Other scenes--the "courtesy call" on a former Fascist with Graves' disease--were likewise highly memorable.

  • Appunti di una lettrice
    2019-02-17 05:49

    Prima mia esperienza con Beppe Fenoglio e non è andata così male. Mi è piaciuto, non lo considero un capolavoro, ma l'ho apprezzato e forse questo è dovuto anche alla brevità di questo romanzo, che se fosse stato più lungo, probabilmente avrei abbandonato... http://appuntidiunalettrice.blogspot....

  • Luc
    2019-01-24 08:58

    Knap, de essentie van een leven gecondenseerd in een novelle. Je op een goede manier door de oorlog weten te worstelen is geen garantie voor een fijn leven achteraf. Daardoor deed het boek me wat denken aan de film "Plenty" van Fred Schepisi.

  • incipit mania
    2019-02-11 01:57

    IncipitSulla tavola della cucina c’era una bottiglietta di linimento che suo padre si dava ogni sera tornando su dalla bottega..........La paga del sabato incipitmania.com

  • Nicolò Bo
    2019-02-13 01:55

    Se l'avesse scritto John Fante, perché con quella tradizione questo romanzo si confronta e trova somiglianze, sarebbe probabilmente diventato un capolavoro riconosciuto universalmente.

  • Ettore.bilbo
    2019-02-02 09:00

    A parte il fatto che il protagonista si chiama come me, ricordo davvero poco di questo romanzo di Fenoglio.