Read The Other Venice: Secrets of the City by Predrag Matvejević Sarah Quill Russell Scott Valentino Online

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To know a city is to become intimately intertwined with its nooks, crevices, secret passageways, and dark places where its lifeblood flows—and what city has more of those than Venice? In The Other Venice, Predrag Matvejevic ventures past the infamous canals and cobblestone streets of the tourist’s Venice to find the heart of the ancient Italian metropolis. A lyric re-imaTo know a city is to become intimately intertwined with its nooks, crevices, secret passageways, and dark places where its lifeblood flows—and what city has more of those than Venice? In The Other Venice, Predrag Matvejevic ventures past the infamous canals and cobblestone streets of the tourist’s Venice to find the heart of the ancient Italian metropolis.A lyric re-imagining of the City of Romance, The Other Venice utterly reconfigures the Venetian landscape, as Matvejevic follows both real and imaginary maps, contemporary and historical, to trace out the details of this sensuous city. He probes into what the ancient metropolis means to its people, the nation, and global culture. But he also finds hints of life in the smallest and most mundane details—ancient bridges, rust-flecked boats, wall sculptures, rivers, and piazzas scattered throughout the city. Each has a little-known story and with Matvejevic as our guide, he reveals the stories behind them all. The book carries readers to a Venice that has escaped the eyes of writers, artists, and photographers through the centuries, and Matejevic by turns plays a historian, cartographer, anthropologist, and philologist as he unravels elusive artifacts of time past. Arresting black-and-white photographs by renowned photographer Sarah Quill accompany the text, offering a silent testament to Matvejevic’s pilgrimage. A fascinating and beautifully written guide, The Other Venice reminds us that there is always another mystery to uncover in the city of water and stone....

Title : The Other Venice: Secrets of the City
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ISBN : 9781861893376
Format Type : Paperback
Number of Pages : 112 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

The Other Venice: Secrets of the City Reviews

  • No Books
    2019-05-06 01:40

    Ristampato nel 2009 con il titolo Venezia minima.Entrambi i titoli rispecchiano il metodo adottato dall’autore; come spiega La Capria nella prefazione, una “accurata archeologia della mente, che scava e scopre frammenti e reperti pulendo delicatamente con un pennello la realtà sepolta sotto la polvere delle rappresentazioni, è la strategia di Predrag Matvejević per avvicinarsi a Venezia” (5). Emblemi di questo modus operandi, ad esempio, sono i capitoli dedicati all’erba di Venezia, alla “flora murale”, che immagino abbiano infastidito altri lettori. Eppure la scelta stilistica di Matvejević è tutt’altro che pretestuosa; è anzi altamente simbolica e quasi inevitabile. Scrivendo di una città di cui ogni singola pietra è stata già cantata, infatti, non resta forse che infilarsi nelle fessure come fanno i fili d’erba fra i masegni, “là dove nessuno se li aspetta e dove —si direbbe— non servono a niente” (31). “Una storia diversa, più giusta, darà a questa prole erbacea, a questo proletariato murale, un posto più importante. Senza di esso l’immagine del mondo accanto a noi —e quella della stessa Venezia— sarebbe più disadorna e scialba” (39). Quando poi arriva a parlare delle pietre, l’autore non si concentra sulla statuaria quanto su pàtere e formelle: sculture modeste, eseguite non da maestri di scalpello ma da intagliatori improvvisati, “esposte al vento e alla pioggia, al caldo e al freddo (…). Il tempo e le intemperie ne corrodono e raschiano la superficie, incidono su di esse rughe e solchi simili a quelli del volto umano” (40). Da qui il nome di sculture esterne o anche erratiche, “per caratterizzare un destino randagio” (43). Matvejević inanella dettagli generalmente ignorati dalla letteratura su Venezia. Prende la via d’acqua, facendosi accompagnare su isole poco note e pressoché disabitate; visita una sorta di cimitero dei gabbiani; dedica un capitolo alla misconosciuta Chioggia. Snocciola lunghe liste di nomi: erbe, venti, imbarcazioni. Menziona San Marco in Boccalama, una delle isole “affondate, scomparse, dimenticate”: sede di un convento di benedettini, venne ingoiata dalla laguna e se ne perse anche il mero ricordo. I recenti lavori di scavo sul sito dell’isola, cui Matvejević ebbe occasione di assistere, riesumarono tra i molti reperti l’unico esemplare esistente di un certo modello di galea medioevale. *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** Nato a Mostar da madre croata e padre russo, Predrag Matvejević è figlio di quel Mediterraneo che, come lui stesso ricorda, “un tempo era detto golfo di Venezia” (46). Non stupisce quindi il suo interesse per la Serenissima. Si sofferma sulla Riva degli Schiavoni, che prende il nome dagli Sciavuni o Morlacchi suoi conterranei. Descrive, in una pagina in cui etimo e poesia si fondono, ciò che unisce e distingue le due sponde dell'Adriatico: il sole, che a occidente scompare tra i monti (tramonta), mentre a oriente affonda nel mare. “Quelli che arrivano a Venezia dai vari centri dell'Europa vi incontrano l'Oriente. Per le popolazioni dei Balcani e del Vicino Oriente, invece, Venezia è al tempo stesso Europa e Occidente! Gli uni vedono in essa le origini di Bisanzio, gli altri la fine. Venetiae quasi alterum Bysantium ― sono le parole del celebre cardinale Bessarione, che a suo tempo arricchì la Biblioteca di San Marco con i tesori librari della bizantina Costantinopoli. Nella sua saggezza, Venezia non volle sul proprio territorio lo scontro fra bizantinità e romanità che invece ha dilaniato alcune regioni dei Balcani. Qui sta una delle caratteristiche di questa città. Il «divano orientale-occidentale» non è in nessun luogo così largo e soffice come in questo spazio esiguo e scomodo” (29). Sarà per questo che a Venezia gli slavi si sentono a casa. sebbene Matvejević, al contrario di Brodskij, sia appunto uno slavo mediterraneo. Pare quasi di vederli, a prendere appunti... esiste un equivalente slavo delle moleskine? Il libro è arricchito da una serie di xilografie, in buona parte del XVI-XVII secolo, dalla collezione del Museo Correr. http://correr.visitmuve.it/

  • Pinar Gungor
    2019-05-06 06:54

    Ilginc bir kitap, Venedik hakkinda bir deneme. Yazar zaten Venedik hakkinda hersey yazilmistir diye basliyor kitabina. Begendim. Hasta oldugum bugun bana iyi geldi."Venedik, gölgelerin ilk hazinelerinin bekçileri oldu: Saraylar ve büyük zenginlikleri, kiliseler satafatları, Tersane ve gururu, Bunlar hem kendinden hem de dikerlerinin ihtirasından kurtardi, duran bir şehir henüz âşıklar geldi sular üzerindeki şehri tanumaya. Eski Venedik dukalarmmki dahil, hiçbir iktidar geçmişinle boy ölçüşemedi. Ve Aziz Markos'un aslanları hiçbir azizin önünde boyun eğmedi. Göğsünde filizlendi Roma'nin ve Bizans'in, Avrupa'nin ve Asya'nın, dinlenmek nedir bilmeyen bir Batinin ve canliligini yitirmiş bir Dogu'nun tohumları."

  • Lena
    2019-05-20 06:02

    I'd like a love letter like that.

  • míol mór
    2019-05-14 00:46

    Ristampato nel 2009 con il titolo Venezia minima: http://bit.ly/xeRaBI Entrambi i titoli rispecchiano il metodo adottato dall���autore; come spiega La Capria nella prefazione, una ���accurata archeologia della mente, che scava e scopre frammenti e reperti pulendo delicatamente con un pennello la realt�� sepolta sotto la polvere delle rappresentazioni, �� la strategia di Predrag Matvejevi�� per avvicinarsi a Venezia��� (5). Emblemi di questo modus operandi, ad esempio, sono i capitoli dedicati all���erba di Venezia, alla ���flora murale���, che immagino abbiano infastidito altri lettori. Eppure la scelta stilistica di Matvejevi�� �� tutt���altro che pretestuosa; �� anzi altamente simbolica e quasi inevitabile. Scrivendo di una citt�� di cui ogni singola pietra �� stata gi�� cantata, infatti, non resta forse che infilarsi nelle fessure come fanno i fili d���erba fra i masegni, ���l�� dove nessuno se li aspetta e dove ���si direbbe��� non servono a niente��� (31). ���Una storia diversa, pi�� giusta, dar�� a questa prole erbacea, a questo proletariato murale, un posto pi�� importante. Senza di esso l���immagine del mondo accanto a noi ���e quella della stessa Venezia��� sarebbe pi�� disadorna e scialba��� (39). Quando poi arriva a parlare delle pietre, l���autore non si concentra sulla statuaria quanto su p��tere e formelle: sculture modeste, eseguite non da maestri di scalpello ma da intagliatori improvvisati, ���esposte al vento e alla pioggia, al caldo e al freddo (���). Il tempo e le intemperie ne corrodono e raschiano la superficie, incidono su di esse rughe e solchi simili a quelli del volto umano��� (40). Da qui il nome di sculture esterne o anche erratiche, ���per caratterizzare un destino randagio��� (43). Matvejevi�� inanella dettagli generalmente ignorati dalla letteratura su Venezia. Prende la via d���acqua, facendosi accompagnare su isole poco note e pressoch�� disabitate; visita una sorta di cimitero dei gabbiani; dedica un capitolo alla misconosciuta Chioggia. Snocciola lunghe liste di nomi: erbe, venti, imbarcazioni. Menziona San Marco in Boccalama, una delle isole ���affondate, scomparse, dimenticate���: sede di un convento di benedettini, venne ingoiata dalla laguna e se ne perse anche il mero ricordo. I recenti lavori di scavo sul sito dell���isola, cui Matvejevi�� ebbe occasione di assistere, riesumarono tra i molti reperti l���unico esemplare esistente di un certo modello di galea medioevale. *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** Nato a Mostar da madre croata e padre russo, Predrag Matvejevi�� �� figlio di quel Mediterraneo che, come lui stesso ricorda, ���un tempo era detto golfo di Venezia��� (46). Non stupisce quindi il suo interesse per la Serenissima. Si sofferma sulla Riva degli Schiavoni, che prende il nome dagli Sciavuni o Morlacchi suoi conterranei. Descrive, in una pagina in cui etimo e poesia si fondono, ci�� che unisce e distingue le due sponde dell'Adriatico: il sole, che a occidente scompare tra i monti (tramonta), mentre a oriente affonda nel mare. ���Quelli che arrivano a Venezia dai vari centri dell'Europa vi incontrano l'Oriente. Per le popolazioni dei Balcani e del Vicino Oriente, invece, Venezia �� al tempo stesso Europa e Occidente! Gli uni vedono in essa le origini di Bisanzio, gli altri la fine. Venetiae quasi alterum Bysantium ��� sono le parole del celebre cardinale Bessarione, che a suo tempo arricch�� la Biblioteca di San Marco con i tesori librari della bizantina Costantinopoli. Nella sua saggezza, Venezia non volle sul proprio territorio lo scontro fra bizantinit�� e romanit�� che invece ha dilaniato alcune regioni dei Balcani. Qui sta una delle caratteristiche di questa citt��. Il ��divano orientale-occidentale�� non �� in nessun luogo cos�� largo e soffice come in questo spazio esiguo e scomodo��� (29). Sar�� per questo che a Venezia gli slavi si sentono a casa. sebbene Matvejevi��, al contrario di Brodskij, sia appunto uno slavo mediterraneo. Pare quasi di vederli, a prendere appunti... esiste un equivalente slavo delle moleskine? Il libro �� arricchito da una serie di xilografie, in buona parte del XVI-XVII secolo, dalla collezione del Museo Correr. http://correr.visitmuve.it/

  • Dario Malic
    2019-05-08 01:39

    Matvejević ispisuje posvetu manje poznatoj Veneciji. Onoj daleko od bliceva fotoaparata, raskošnih palača, svečanih crkava i umjetničkih galerija, a opet, tako blizu. Jer takav je taj grad, vidljivo i nevidljivo stoje jedno uz drugo, pored svake predivne palače ili crkve stoji neugledna kuća jednako bogata prošlošću, uz svaku glavnu ulicu teče mnoštvo malih, neupadljivih, no ništa manje važnih. Govoreći o izgubljenim zanimanjima, skrivenim vrtovima i zanemarenom raslinju, Matvejević je uspješno prenio atmosferu skrivenu iza mravinjaka turista i s lakoćom mi prizvao u sjećanje odjek koraka u njenim uličicama i šum vode njenih kanala, te još jednom otvorio prazninu koju krijem u sebi a može ju ispuniti samo Venecija.

  • Barbara
    2019-05-18 03:01

    Dokaj zanimiv esej o manj opaženih Benetkah.