Read Un giorno questo dolore ti sarà utile by Peter Cameron Giuseppina Oneto Online

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This is an alternate cover edition - ISBN 10: 8845925021 ISBN13: 9788845925023 «Cameron disegna un mirabile affresco di un mondo, il nostro, incapace di prendersi cura di se stesso, alla rincorsa di cose futili e banali. Lo fa attraverso una prosa densa come fosse verseggiata, con dialoghi perfetti e un personaggio che resterà nella memoria. Un libro bellissimo, già dal tiThis is an alternate cover edition - ISBN 10: 8845925021 ISBN13: 9788845925023 «Cameron disegna un mirabile affresco di un mondo, il nostro, incapace di prendersi cura di se stesso, alla rincorsa di cose futili e banali. Lo fa attraverso una prosa densa come fosse verseggiata, con dialoghi perfetti e un personaggio che resterà nella memoria. Un libro bellissimo, già dal titolo e fino all’ultima pagina». VALERIA PARRELLA...

Title : Un giorno questo dolore ti sarà utile
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ISBN : 14622767
Format Type : Paperback
Number of Pages : 206 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Un giorno questo dolore ti sarà utile Reviews

  • Orsodimondo
    2019-03-21 02:15

    L’ARIA DEL TEMPO Genitori separati, un adolescente inquieto (disturbato? diversamente abile? speciale?), Manhattan e sobborghi, con tutti i soliti vizietti e luoghi comuni, le sedute di psicanalisi, il college, l’ingresso nel mondo degli adulti, genitori peggiori dei figli, denaro in abbondanza, ristoranti chic, la ricerca della propria identità, cosa voglio dalla vita, ecc….Niente di nuovo sotto il sole.Il protagonista James con l’amata nonna, l’unica che lo capisce, interpretata da Ellen Burstyn.Beh, la buona cucina non è solo cambiare gli ingredienti e le regole, fare rivoluzione: materie prime di qualità, anche se il sale è il sale, e il pomodoro è il pomodoro; talento nel combinare gli ingredienti. Non è necessario usare sempre la fiamma ossidrica in cucina.A volte basta un libro, asciutto, con la sua piacevolezza e l’odore di buona cucina.E un retrogusto di talento, di capacità di rendere semplici anche le cose difficili, di saper raccontare e trasportare con grazia insolita, di captare “l’aria del tempo”.Peter Gallagher nel ruolo del padre vanesio di James, una delle sue interpretazioni più azzeccate.Allora gli ho chiesto se anche lui era uno squalo e lui mi ha risposto di no, che lui era più un avvoltoio, lasciava che altri animali ammazzassero la preda e lui spolpava i resti. Queste rivelazioni mi avevano molto abbattuto e volevo chiedergli se esistevano lavori per gli agnelli e i conigli, ma ho capito che era meglio stare zitto. Qui, madre e sorella di James, Marcia Gay Harden e Deborah Ann Woll.Non conoscevo Cameron, non ho mai letto altro di suo: questo libro dal titolo curioso, azzeccato e per niente peregrino, mi ha incuriosito dalla prima volta che ho incrociato qualche commento. Nice meeting you, Mr Cameron.Spesso mi sembra di inseguire un pensiero, ma di non riuscire a trovare una lingua per dargli forma e il pensiero rimane solo una sensazione.Lucy Liu, la life coach di James.PSMa per carità lasciamo Holden Caulfield in pace, non tutti gli adolescenti inquieti sono fratelli, e neppure gli scrittori che parlano di adolescenti inquieti.E qui, ecco James-Toby Regbo, in tutto lo splendore di Manhattan. Il film del 2011 è una produzione italiana con la regia di Roberto Faenza.

  • Mike Puma
    2019-03-09 05:13

    4-4.5 stars if reviewed as an adult title.5 stars if considered a YA title.I recently watched the film version of The City of Your Final Destination and liked it enough to pick up my copy of this book, by the same author, which has been gathering dust here for a couple months. For whatever reasons, the description on the cover just never seemed compelling enough to pursue the content, and while I could kick myself for putting it off, I find that I’ve now read it at the right time, and like so many others, have only the best to say about it. Cameron simply does a lot well with this coming of age novel. For STPWIBUTU, I prefer bildungsroman, or foundational novel, because neither implies the formulaic limitations found in many YA coming-of-age novels. But calling this a YA novel might be hasty. In this case, even the publishers (FSG Books for Young Readers for the hardcover and Picador for the paperback) seem at odds as to whether the novel is YA or not. The Picador version is clearly not marketed to the teen reader, and that’s as it should be. Often reviews will say something like “appropriate for young adults” or something to that effect, which can imply both a high interest level and a vague sense of appropriateness (i.e., not too much ‘adult’ language or content). This definitely has the high interest level (for some), language like you’d expect in any high school hallway, and NO sex. Yeah, that’s right, no sex—so what makes this a gay novel? Well, like it’s YA status (or lack of it), it’s also not exactly a gay novel either. It might be. The description on the GR title page is adequate to give you a sense of the story, although ‘devises a fake online identity in order to pursue his crush on a much older coworker’ overstates both the protagonist’s intent (pursuit?) and the ‘much older’—ness of the coworker. This is a fast, funny read with a memorable protagonist whose woes aren’t those of typical YA fiction and presented without the angst that makes them tedious. Equally suited to adults and older teens. I like what the Horn Book review said of this title: a spare, spacious, quietly dazzling book for teens and former teens.It will satisfy any mature reader.

  • Malacorda
    2019-02-28 02:19

    Al momento della disfatta di a'coso, questo libro galleggiava da parecchio tempo verso la cima della reading list. I commenti positivi letti qui, insieme al ricordo positivo che ho di "Quella sera dorata", mi hanno convinta ad iniziare la lettura, passando oltre la banalità del titolo che poi si è rivelato essere parzialmente ironico. Ho sorvolato anche sulla banalità dei genitori vagamente svampiti e un po' superficiali nei confronti dei figli (genitori che, nei film e nei libri americani sono sempre uguali e perfettamente intercambiabili). La esile trama ricalca vagamente quella di "molto forte, incredibilmente vicino", che non mi era piaciuto affatto. Certo la differenza sostanziale e assolutamente rilevante è che questo di Cameron è un racconto aggraziato, nella forma come nel contenuto. Nel resoconto con tanto di date precise, il giovane protagonista racconta sé stesso nell'estate che precede l'ingresso all'università, tra l'Aprile e l'Ottobre 2003, in tono pacato e senza spiritosaggini. Molte le riflessioni che condivido e in cui mi identifico; vi sono diversi passaggi poeticamente significativi, specialmente quelli ambientati a casa della nonna; (view spoiler)[ma la costruzione narrativa su un periodo di pochi mesi, quindi senza un finale e anche senza un vero inizio, non lascia spazio non dico per la formazione ma almeno per un certo sviluppo nell'animo del protagonista: uniche due eccezioni sono un'approssimativa presa di coscienza della propria omosessualità e una più chiara consapevolezza dell'amore per la propria città, New York. Tra l'inizio e la fine della narrazione non ci sono eventi significativi se non un decesso, anche questo sbrigato in poche righe (hide spoiler)]. Non è un romanzo di formazione ma un racconto che fotografa la realtà, e più precisamente intende fotografare una realtà che non cambia: le persone che si discostano dal branco e dalla media non cambiano un granché, non sul breve ma nemmeno sul lungo periodo, al massimo possono imparare a camuffarsi un po' tra la massa. E del resto anche il branco rimane sempre uguale a sé stesso. Scopo del racconto è semplicemente far conoscere al lettore un po' più da vicino questo profilo di personaggio che parla poco, cui viene più istintivo isolarsi anziché socializzare, soggetto ad attacchi di panico, tendente a criticare cose e persone e ragionamenti più che altro per un bisogno di 'analizzare' che però viene immancabilmente scambiato per intento polemico. E soprattutto, un profilo che di solito viene rudemente descritto dalla maggioranza come disturbato o disadattato, cui vengono riservati atteggiamenti che oscillano tra il biasimo e il compatimento senza fermata alcuna nella metà via. Il voto più esatto sarebbe tre stelle e mezza. "...avevo sempre pensato – o sperato – che gli adulti non fossero necessariamente schiavi dello stesso cieco conformismo di tanti miei coetanei. Ero sempre stato impaziente di diventare un adulto perché credevo che il mondo degli adulti fosse, be'… adulto. E che quando stavano insieme, gli adulti non facessero branco o si comportassero da stronzi, che per loro non fosse più il concetto di "in" e "out" a decidere le relazioni sociali, ma ormai cominciavo a capire che quel mondo era stupidamente brutale e pericoloso come il regno dell'infanzia."

  • Maggie Stiefvater
    2019-03-06 09:20

    My editor recommended this novel to me and I'm so glad he did. Peter Cameron does an absolutely stunning job of portraying James' struggles as a too-clever-for-his-own-good teen, disillusioned, cynical, and socially paralyzed. While the plot occasionally wandered and the ending was . . . just where the book stopped, I can still give this book five stars with a clear conscious, for sheer lucidity of voice. I missed James after I was done reading - I felt like I'd met him.***wondering why all my reviews are five stars? Because I'm only reviewing my favorite books -- not every book I read. Consider a novel's presence on my Goodreads bookshelf as a hearty endorsement. I can't believe I just said "hearty." It sounds like a stew.****

  • Emily
    2019-03-02 10:21

    Everyone compares this one to Catcher in the Rye, which is interesting to me because I haven’t read Catcher, and I think I would hate it, and yet I completely see why the two books are compared, and I loved Someday This Pain…James has too many advantages to have the problems that he has. His family has money, an apartment in Manhattan, a part time job at his mother’s gallery, and he’s been accepted to Brown for next year (though not Harvard, Yale, or Columbia). His parents are divorced (though whose aren’t, these days?); unfortunately, his mother has just seen the end of her third marriage after a disastrous Las Vegas honeymoon. And James himself is not doing too well. The narrative voice has a kind of iciness to it, so it takes a while to understand just how sad and frightened and lonely James is; but you see him searching for old houses in the midwest. He does not want to go to college. He wants to sit in his old midwest house and read novels. And, more than anything, he wants to correct people on what they say. It’s what he spends the entire novel doing. They misuse words; they’re not precise enough. His father asks him whether he’s gay. His mother asks him whether he’s gay. He debates the nature of the question with them until, defeated, they accept a change of subject.James is gay. He deigns to tell us this on page 192, of 228. His fear of intimacy is so great that it extends even to us, the readers.However, this isn’t a novel about being gay. That may have something to do with how sad and frightened James is, but as James himself admits, he is so far from approaching another human being that his sexuality is two hundred percent theoretical. If anything, it seems symptomatic; James cannot face anything about himself.This seems to me like the kind of novel I should be ready to criticize for being whiny and emo. Yet somehow it isn’t. I want to use those words they say book critics should never use, like delicate and luminous. James’s voice is stiff and awkward enough that it never reaches that emo-whiny level; you can see the clever swagger on the surface, and you can also see the sadness lurking underneath. And at the same time, there are these moments of description that go way beyond a mere insightful detail; they bore right through to James’s state of mind.

  • zumurruddu
    2019-03-14 09:42

    Forse questo romanzo l’avrei apprezzato di più quand’ero un’adolescente (anche se non era ancora stato scritto), mi ci sarei ritrovata molto in questo adolescente “disturbato” che dice cose come: “[...] volevo solo un posto dove stare da solo. Per me è un bisogno primario come l’acqua e il cibo, ma ho capito che non lo è per tutti. [...] Io mi sento me stesso solamente quando sono solo. Il rapporto con gli altri non mi viene naturale: mi richiede uno sforzo.”oppure“Penso che la psicoterapia sia un concetto fuorviante delle società capitalistiche, in base al quale il crogiolarsi nell’analisi della propria vita sostituisce l’atto stesso di viverla”Adesso però che sono un’adulta disturbata queste cose le trovo un po’ frivole, adesso vorrei leggere cose che fuori dagli schemi lo sono davvero, non che fanno finta o che finiscono per ricadere nei luoghi comuni che rifuggono.Per carità, il romanzo è ben scritto, fa sorridere spesso e qualche volta ha anche evocato in me ricordi e pensieri scomodi, caselle della mia vita che avrebbero bisogno di essere messe un po’ in ordine.Però, però… io personalmente ho bisogno di un po’ di più.

  • Ryan
    2019-02-22 08:42

    Periodically, I read reviews from the New York Times book list and pick out likely candidates. The reviews are often the best thing about the book, though, so I'd recommend the review in this case. This is a well-written book - I finished it and I do not suffer through books that I find un-readable. But I felt it would have improved the book if the main character had killed himself or if I had been able to beat him up. I don't think wealthy kids are any less likable or have any fewer problems, but this kid...compared to the young Indian whose life was seriously messed up, this one had it all and was too bored to be bothered. Who cares that he is gay and uncertain, that he doesn't want to go to college because he doesn't like kids his own age. The book ends with him going to college because he couldn't muster enough energy not to - which was basically his entire existence. He couldn't muster enough energy to care or not care about anything. So I didn't either.

  • Azumi
    2019-03-09 10:35

    Este libro ha sido como penetrar en la mente de un adolescente. De uno especial. De adentrarse en sus pensamientos y sentimientos y a veces sentirse identificada con esos pensamientos. Me ha parecido un relato muy sincero y emotivo con un montón de reflexiones y los pensamientos del chaval protagonista me han parecido muy interesantes.Se paciente y fuerte; algún día este dolor te será útil. Ovidio

  • Grazia
    2019-03-14 10:30

    "Quasi tutti pensano che le cose non siano vere finché non sono state dette"James è un ragazzino di 18 anni, che pare segnato dalla definizione per lui individuata dall'insegnante di seconda elementare " È fin troppo sveglio e non gli giova".Sì, James pensa, James non si fa condizionare, sta attraversando il periodo della vita in cui l'omologazione o l'identità di gruppo paiono determinanti per la sopravvivenza, ma James non si fa toccare. Non si fa coinvolgere. Non si fa convincere. E per questo viene etichettato come disadattato, anche se in realtà è solo "socialmente selettivo"."Secondo me bisognerebbe parlare solo se si ha da dire qualcosa di interessante o di necessario."La sua famiglia è costituita da una madre, direttrice di una galleria di arte moderna, la cui primaria occupazione pare essere la necessità di trovare un compagno, un compagno in ogni caso e comunque... E da un padre così vanesio, che viene connotato nel racconto solo dall'intervento estetico per la rimozione delle borse sotto gli occhi. (Ovviamente padre e madre non vivono sotto lo stesso tetto, son separati e godono della reciproca diffamazione)Ha una nonna, James, con cui si capisce senza bisogno di tante parole... Perché uno dei pensieri più ricorrenti di James è che nella formulazione di un concetto il pensiero perda di sostanza, perda del significato originale.Pertanto preferisce la solitudine. Preferisce non mischiarsi coi suoi coetanei, certo di non essere compreso. Preferisce la compagnia dei libri e dei propri pensieri inespressi."Quello che dico non è quello che penso ma solo quello che più gli si avvicina, con tutti i limiti e le imperfezioni del linguaggio." "I pensieri sono miei e basta. Nessuno chiede alla gente di condividere il sangue o chissà che. Non capisco perché ci si aspetta sempre che uno condivida parti tanto intime di se stesso"Ma James, attraverso un percorso individuale, tutto personale, nonostante gli esempi adulti di scarsa maturità che lo contornano, troverà la forza e la motivazione per superare le proprie paranoie che lo spingono ad isolarsi dal contesto sociale.Perchè non è abbastanza riconoscere le imperfezioni del mondo. E' necessario intervenire, buttarsi nella mischia per migliorare le cose.Un romanzo lieve ma profondo. James un personaggio cui ci si affeziona per originalità, acutezza ed estrema dolcezza. Un personaggio che non può non intenerire e toccare il cuore.

  • piperitapitta
    2019-02-26 02:25

    James, in transito.Il libro che cercavo, quello di cui avevo bisogno, proprio quello che più di una volta, da quando mi è stato regalato, ho preso in mano, sfogliato, e poi rimesso al suo posto.Ora so perché, aspettava il suo momento d'oro, i due giorni in cui l'ho letto.Delizioso (c'è chi odia questo termine, ma io non ne trovo uno più appropriato), ma anche tenero, crudele, ironico, liberatorio, spiazzante.Ho voluto bene da subito a James, questo diciottene che definire disadattato o disturbato, con lo spregio che mettiamo di solito quando utilizziamo questi termini, è inappropriato e inadeguato; perché James, come dice lui stesso è disadattato nel senso che non si adatta, che non si adegua, che vuole essere altro, casomai anche niente, ma non quello che non sente di essere: studente prossimo ad andare all'Università, ragazzo socievole, figlio ciarliero.James, quindi non è né l'una né l'altra cosa, è solo un ragazzo introverso, a modo suo speciale per la sua sensibilità e per il suo acume, un'anima bella di non facile comprensione per chi gli vive a fianco, e anche le sue riflessioni sul suo essere disturbato - Pensavo al significato di questa parola, a che cosa volesse dire varamente, come quando si disturba la quiete o la televisione è disturbata. O quando ci si sente disturbati da un libro o da un film o dalla foresta vergine che brucia o dalle calotte polari che si ritirano. O dalla guerra in Iraq. Era uno di quei momenti in cui ti sembra di non aver mai sentito una certa parola e non riesci a credere che abbia proprio quel significato, e cominci a riflettere su come ci si è arrivati. È come il rintocco di una campana, cristallino e puro, disturbato, disturbato, disturbato, sentivo il suono vero della parola, così ho detto, come se non me ne fossi appena accorto: «Sono disturbato» - non sono solo il segno di quanto il giudizio degli altri influisca, troppo spesso in maniera negativa, molto di più della percezione che ciascuno ha di sé?Qualcuno avrà pensato che questo è un romanzo furbetto, che James ha pensieri troppo adulti, che la sua è un'intelligenza troppo arguta per un diciottenne, che la sua ironia è costruita a tavolino davanti a una tastiera, mentre io sono dell'idea che al di là della credibilità del personaggio riesca a esprimere molto bene la forma di disagio che molte persone, giovanissimi inclusi, vivono quotidianamente, e che i suoi pensieri siano troppo acuti solo nella misura in cui si pensi che un adolescente non possa avere un'autonomia di pensiero e la forza di ribellarsi, anche solo con piccoli gesti dimostrativi, a quanto gli viene imposto dalla società in cui vive o anche semplicemente alla sua famiglia.E così i piccoli battibecchi con la madre e la sorella, i confronti dialetticamente alla pari con il padre, gli scambi affettuosi con la nonna Nanette (l'unica persona con la quale ha un rapporto sincero e capace di strappargli confidenze), persino l'incontro al buio con John, il giovane afroamericano gay che gestisce la Galleria d'Arte della madre dove lavorano entrambi e gli appuntamenti scontro con la psichiatra che lo prende in cura, sono tutti piccoli segnali di quanti tasselli servano per formare il carattere di individuo o per decostruire quello che gli altri pretendono da noi, e di quanta superficialità si usi, usiamo, troppo spesso, per definire (e giudicare) le persone che ci circondano, soprattutto quelle che non riusciamo a decifrare.Delusa dal primo Cameron che avevo letto, «Quella sera dorata», un romanzo che ha l'avvio di un capolavoro per trasformarsi strada facendo in un raffinatissimo Harmony, mi riconcilio con questo autore nella speranza che anche nelle opere successive abbia saputo conservare la freschezza e l'ardore profuse in questo libro.Grazie Peter/James, questa volta mi hai fatto sorridere, riflettere, ricordare la lontana diciottenne che è in me, e anche commuovere.Ora lascio parlare James, diciottenne in transito in questa età, spesso ingrata, in attesa di trasformarsi - Avrei voluto che la Grand Central fosse una stazione di passaggio come Penn Station, così il treno avrebbe continuato il viaggio e io con lui, magari senza scendere da nessuna parte, senza arrivare mai. Avrei passato il resto della mia vita in transito, protetto dal treno, mentre questo mondo impossibile e disgraziato sfrecciava fuori dal finestrino. - in qualcosa di bello.«La luce della sera filtrava morbida attraverso gli alberi e ricadeva dentro in raggi dorati. Sentivo il rumore ritmico dell'irrigatore sul prato della casa accanto, e un'ape intrappolata che sbatteva ronzando contro il vetro e la zanzariera, insistente, come se avesse a disposizione tutto il tempo del mondo, come se prima o poi potesse trovare un buco e volare via. Ho pensato a quanto pazienti e fiduciose siano tante forme di vita inferiore, come se credessero in qualcosa al di là della comprensione umana.Sono rimasto così per quasi un'ora. Forse mi sono addormentato anch'io, ma non mi pare. Però la testa se n'è andata, mi sono scordato chi ero, dov'ero e che cos'ero. Ho mollato tutto, la rete che avevo dentro si è rovesciata e tutti i pesci disperati sono scappati via.»

  • Anastasia
    2019-02-22 08:37

    Titoli fuorvianti.La prima cosa che mi colpì ai tempi - non ricordo nemmeno la prima volta che ho deciso di infilarlo nella mia wishlist, probabilmente dobbiamo andare indietro fino alla preistoria - era il titolo. E cavolo, scommetto che è stato così per tutti. Vaghi per siti, librerie e ti ritrovi davanti un Un giorno questo dolore ti sarà utile. E dici: oh porco spino, che titolo ispirante e intimo.E già ti immagini uno di quei libri che sono un dramma alla Hesse, quei libri che ti fanno da sensei (maestro in giapponese) spirituale. Ho scelto "sensei" perché rende per l'assoluto rispetto fra maestro-alunno, e perché fa figo. Di quelli dove si vede chiaramente il tono da "io sto per insegnarti qualcosa, mio discepolo, senti il mio spirito che sta per ascendere su di te". E invece non è niente di tutto questo. C'è chi la definisce una commedia romantica, ma io non sarei tanto d'accordo. Sicuramente non è una storia pesante, o propriamente "drammatica", alterna scene comiche a momenti densi di sofferenza, ma sempre con un tocco semplice, che sa dove puntare. Sicuramente è uno di quei libri che piacerebbero a mia madre, che ama Hemingway proprio perché usava un linguaggio semplice e trasmetteva lo stesso una bellezza disarmante nelle sue storie. Almeno, questo me l'ha detto lei, io sono ancora ignorante in materia. L'importante per lei è che le frasi siano intuibili senza grandi sforzi e che non superino una certa lunghezza, e sappiate che è abbastanza ristretta di limiti.Di. Certo. Non. Pretende. Questo. Ci siamo capiti.Parlando dell'etichetta di commedia romantica non proprio appropriata al libro ho spiegato solo il "commedia", e ho qualcosa da ridire anche su "romantica", perché dell'amore si parla poco qui, si parla di dolore principalmente, di solitudine, del futuro che tutti i giovani si ritrovano fra le mani, e spesso dell'essere impacciati nel maneggiarlo, ma l'amore è ancora in secondo piano. Si potrebbe definire un romanzo di formazione, credo. Se c'è qualcuno che ha sempre qualcosa da ridire è il protagonista, James, che possiamo si autodefinisce perfettamente in questa frase: "Sapevo di essere rissoso, ma non riuscivo a smetterla". James è una palla al piede, non gli va mai bene niente, trova sempre qualcosa da contestare, addirittura corregge liberamente tutte le imperfezioni lessicali e del linguaggio dell'interlocutore davanti, anche se si tratta della sua psichiatra (che poi a me quella sembrava una psicologa, non una psichiatra). Lasciamolo parlare: " - Il congiuntivo è più giusto, e a non farci caso, si fa..-- Si fa cosa? -- Si fa del male al mondo. Sono piccole cose così, come usare la lingua nel modo corretto, che lo fanno funzionare. Funzionare bene. Se ci lasciamo andare, sprofonda tutto nel caos. Gli errori come questi sono come le piccole crepe nella diga, all'inizio pensi che non siano importanti, ma poi i propri errori e quelli si accumuluano e allora sì che lo diventano."Il tipo la prende a cuore, capite? Una delle piccole cose su cui non transige, una piccola fissazione, come quella della mamma, che non sopporta di veder mangiare certi cibi davanti a lei, la banana ad esempio. Insanità mentale, una brutta bestia. Ne sono affetta anche io, anche se non capisco proprio che faccia di male uno che si mangia una banana davanti agli altri.Boh, lo manderemo nello sgabuzzino se proprio oserà commettere un atto del genere.Altri punti fissi nell'esistenza di James sono il rifiuto totale e quasi improvviso di andare all'università. Non ci vuole andare, punto e basta. Perché? Perché sì. Perché ci sono gli altri suoi coetanei, perché non è quello che vuole. Lui nutre ambizioni da aspirante casalingo. Non sto scherzando, dico sul serio. Vuole una bella casetta da curare e un bel giardino da tenere, con giusto qualche lavoretto per mantenersi. Un aspirante casalingo. Cioè, che figata. Da questo presupposto parte tutta la storia, che si snoda fra passato e presente. Un presupposto che si potrebbe risolvere benissimo con il "ma fregatene di quello che t'impongono i tuoi, fa' che quello che vuoi della tua vita".Ma sarebbe stata una storia proprio banale se avesse intrapreso quella via, Cameron vuole andare più a fondo. A lui interessa il perché di James, del suo dolore, da cui probabilmente deriva questo rifiuto categorico. Fa molto psicologo.A volte sentire di certe storie ti fa stare meglio, di ragazzi come James che in sostanza sono disturbati, sì, disturbati nel significato più profondo del termine, della tipica solitudine forse ancora adolescenziale, dove ci si chiede chi cavolo ha voluto che fossimo "diversi", che ci sentissimo così. Lo capisco fin troppo, come faccio a non essere coinvolta nel suo lamento.Voi non avete idea di quanto sarei disposta a pagare per un solo giorno di quiete interiore, per un solo giorno di mare calmo. Ci si stanca a combattere sempre contro la tempesta, e sopratutto ci si stanca a farlo da soli. Vena poetica.

  • Sergsab
    2019-03-01 10:28

    Decir que ha sido una grata sorpresa es quedarse corto. Muy corto. El personaje de James es un gamberro sofisticado, un misántropo high level, un Holden Caulfield que sabe navegar por Internet y entender los entresijos de la familia disfuncional en la que le ha tocado vivir. Pero que, a diferencia de su homólogo salingeriano, no tiene la posibilidad de la huída. A través de esos días muertos del verano neoyorquino vamos desgranando sus miedos, su identidad, su rechazo hacia un mundo del que teme pueda tomar la iniciativa de rechazarlo en primer lugar. Así de brutal es el mundo con aquellos que no saben aún quiénes son. Un mundo post apocalíptico tras el 11S en el que vamos entendiendo que eso de tempus fugit funciona ahora como aliciente ahora como amenaza. Divertida como pocas, estamos ante una novela ligera, en cuya levedad encontramos esa gran virtud de no presumir de nada. Toda esa grandilocuencia de James es una metáfora de su propia inmadurez y de esa fea manía de esconderse tras las páginas de un libro cuando somos incapaces de entender cómo funcionan las relaciones humanas. Sin tener siquiera la posibilidad de expresar nuestra frustración por si alguien viene con su dedo mesiánico a señalar los verdaderos conflictos del mundo. Soberbia sin respuesta. Petulancia vacía al diagnosticar los supuestos males auténticos del hombre actual. Incógnita que carece de solución factible desde el sillón en el que se sitia el resabido James y, por ende, nosotros, los moralistas del siglo XXI.

  • dehorsmaisdedans
    2019-03-17 02:16

    Solcata la boa delle dovute 70 pagine: ciao. C’est tout.

  • Matteo Fumagalli
    2019-02-22 09:43

    Videorecensione:https://youtu.be/voVJ4Rp7LKM

  • John Egbert
    2019-03-25 04:26

    You know, this book is kind of one of the ones that you're more excited about reading than you are after actually having read it. James is one of the most frustrating protagonists ever. He hates everything. His peers, his parents, his life, college(he hates Stanford more than Brown, by the way), his life...did I already mention that? Well, he hates it double.In fact, one of the only things he doesn't hate is his boss, John, who he has a crush on. Well, no, of course he doesn't say or even acknowledge that he has a crush on John during the entire novel, but we as the reader just know. In fact, he likes John so much that he says John is one of the only people he can stand/likes being around in general.What does he do about this? Well, instead of proclaiming love (I told you, James doesn't love anything), he creepily searches Johns internet history (okay, okay, he only presses the back button a few times, but still) and sees that he's been on a website called gents4gents. Now, any normal person? "Wowzers! If he's so desperate for relations that he's going on an online website filled with weirdos to find love then that means I have a chance!! Now to go woo him!~~"James?"LOLZ I think I'll make an account on here that's the perfect match of what John is looking for, pose to be him and get invited to a restaurant to meet him. LOLOLOLOL. Of course, I'll show up to said restaurant as myself and not as this hulking hunk I pretended to be online to HUMILIAAAAATE John! LOLOLOLOLZZZZ! *super serious* But of course, we all know it's only a joke, amirite??? EHEHEHEHEH?"Of course he doesn't decide to show up to the party as himself instead of the hulking hunk until later. But, still. My point stands.It's not like James is stupid. He knows what he's doing. He's just tactless. He doesn't know how to treat people. He honestly seemed to think that he and John would just laugh it off. He isn't an asshole. He's just terribly misplaced and misguided.But that doesn't stop the urge to falcon punch him from coming on chapter after chapter after chapter after chapter.[image error]Ahhhh. Much better.This book requires a lot of patience. Too much patience for the average person. 2.7 stars.

  • Marcello S
    2019-03-21 07:40

    Peter, dimmi un attimo, che bisogno c’era di aggiungere quell’ultimo capitolo?Perché sto finale telefonato?! Che a metà libro mi son detto “No, non lo farai finire così, vero?”.Bastava fermarsi alla telefonata di Jordan. Sarebbe stato un finale aperto e magnifico.E invece.Per il resto il libro è buono. E’ quello che pensavo, più o meno.Manca un po’ di spessore forse. Magari qualche pagina in più.Avrei voluto sapere altro su James e chi gli gira intorno.In ogni caso alla terza prova Cameron continua a piacermi, a tratti molto. [71/100]

  • James
    2019-02-25 09:43

    This is a lovely book. The only thing that bothers me is that James is not concerned about money beyond how he would afford a house in the Midwest; it's hard for me to relate to someone so well set up. But that allows us to focus on what makes him an interesting character (in my opinion, at least). He's so self-aware that he's naive at times--his internal life rich, his external life vacant. I adore him, want to talk him through some of his problems, realizing that I wouldn't get along with him if he were real because we're too much alike. Making use of pain is a do-it-yourself thing. There's a chilling moment (around page 140, I think) during a therapy session when he remembers his father reaching out to him, and then as he leaves his therpist reaches out to him, too. But the adults seem to realize he is unreachable. Being on the inside of this feeling, James maybe feels less helpless than they do. It's one of those moments so true I lost my breath for a few seconds.

  • Stefania T.
    2019-03-24 10:35

    Leggere "Un giorno questo dolore ti sarà utile" ed ascoltare la (breve) storia di James è stato come tuffarsi nel più recente passato e leggere le proprie memorie da principiante adolescente.Nessuna rivelazione, nessuna originalità, ma se spesso tali mancanze confluiscono nella banalità, questa volta mi hanno fatto sentire a casa: Peter Cameron ha la capacità della semplicità e dell'essenzialità. Un fiume in piena di sfoghi e sensazioni che se non hanno il dono della genialità, hanno senz'altro il gusto di ciò che per me è familiarità. 3/5 perchè è un libricino, 5/5 nel suo genere.

  • Marcos Sánchez Bueno
    2019-03-10 05:39

    4,5 / 5Estoy triste.

  • jo
    2019-03-14 03:18

    such a lovely book, and such a quirky and interesting look at the pain of adolescence, which is the same as the pain of being human except less covered by layers of fake adaptation (as the book itself points out at some point). james, the protagonist narrator, is barely more adjusted to living in the-world-as-is than christopher of the curious incident of the dog in the night-time, but the novel deftly and lovingly avoids pathologizing his difference. in fact, the only thing we know for sure about james is that he's really, really unhappy. his unhappiness is so deep, he can't be bothered to articulate it. he can think about it, but talking, well that's another matter altogether. for one, words betray the purity of thoughts -- a delightful recognition on cameron's part of a very adolescent way of finding that one's (new) emotions dwarf one's linguistic endowment. for two, thinking and speaking are two very different processes that happen at very different times and require very different skills. for three, talking is just so damn exhausting.cameron captures beautifully the hopeless sense of uniqueness ("there's no one in the world like me") of the teenager who has had limited exposure to the comforting similarity of other strange and unique people.there are no explanations of and no investigations into the roots of james' pain, yet the character seems so alive, and with such a rich past, it's as if the writer had it all figured out but felt like keeping it from us, out of consideration for his character.the novel pivots around two main set pieces that are aching and beautiful. one is pure despair, the other is pure desire. in the latter, james is so little in touch with the good things in him that his desire is invisible even to himself. he sublimates it in net searches for a perfect house in the midwest, away from the wonderful dreariness of the city, a place to which you can belong so profoundly, it makes you feel like you don't belong anywhere else -- not even inside yourself.some painful scenes in a therapist's office. like many fictional and not fictional therapists, the woman believes in the sly bullying of her patients. james, though, seems to be able to thaw even this most determinedly entrenched mental health professional into being human. good on him.

  • Jasmine
    2019-03-24 05:15

    This won’t be going in the favorite pile. It seemed to lead nowhere. The ending was unsatisfying and I was left feeling as if the narrator just stopped narrating. I don’t regret reading it, I just feel like I missed something. Did I miss something? Was this book really about…nothing? I was able to take something away from it though. I learned that I am not the only one that thinks something but can't articulate it. James, the protagonist in this book very often answers every question with "I don't know" despite having dwelled said question from every angle possible. He has the right reply... but only ever in thought. He has trouble communicating his thoughts accurately. It’s not for a lack of vocabulary, for he is highly educated. It’s not for a lack of feeling; he feels exactly what he’s supposed to. I find that words flow so effortlessly in my mind and weave such perfect, intelligent and reasonable thoughts. It is only when I attempt to articulate these thoughts that I witness the death of them. The words die before they even leave my mouth. I watch as a person’s brow furrows and they tilt their head ever so slightly to the side, confused. Once it’s left the womb of my mind, the thought becomes tainted, muddled and broken. It’s no longer the pure “thought of” reflection that dwelled in my head. By the time I’ve finished speaking it’s morphed into something all together different. This is why James always says “I don’t know”He does know. He just doesn’t want to watch his thoughts die.

  • Pat
    2019-02-25 05:26

    Senso di sospensione. Poi un pensiero si fa strada e mi chiedo chi è disadattato. James? Forse. O forse lo sono gli altri con i loro fallimenti, le loro insoddisfazioni, i loro pregiudizi, i loro capricci. James si ribella a tutto questo. Semplicemente non sopporta la superficialità, la stupidità, l'ipocrisia. E questo lo sa la nonna, che lo ama e lo accetta per ciò che è. Sarà proprio la nonna a fargli e farci capire...Alcune descrizioni sono perle. La nonna l'ho amata immediatamente al solo leggere:"..l'ho sentita scendere le scale: sono apparsi prima i piedi, poi le gambe e lentamente il resto del corpo. Mia nonna scende sempre piano, girata di lato, la mano sulla ringhiera e i piedi paralleli ai gradini. Dice che una signora non dovrebbe mai scendere di fronte, se non vuole sembrare un toro alla carica. Mia nonna crede fermamente nel contegno: in lei è la cosa che più somigli a una religione..."Un po' di fastidio e irritazione per qualche dialogo e, permane, quel senso di sospensione che è rimasto come se attendessi qualcosa ancora che non ho trovato.

  • Silvia Sirea
    2019-03-13 05:30

    Quella di cui ci racconta Peter Cameron è una parte dell'estate calda che James Sveck vive a New York. Ha diciotto anni e niente in comune, a parte l'età, con i suoi coetanei. E' una persona solitaria, non vuole frequentare l'università perché non vuole avere niente a che fare con gente della sua età e il suo unico desiderio per il futuro è quello di comprare una casa in qualche stato dell'ovest americano per poter leggere Shakespeare e Trollope e tutto ciò che ama e per poter vivere in solitudine. Per questo viene considerato un disadattato? Perché non riesce ad adattarsi alle situazioni come si riterrebbe opportuno? In realtà è semplicemente ragazzo introverso e introspettivo, molto intelligente, ma infelice. Questa condizione di infelicità è più grande di lui, nel senso che ne è consapevole, ma non riesce a fare nulla per porvi rimedio. Il sarcasmo è la sua arma di difesa nella gran parte dei casi e riesce a distruggere le barriere solo con Nanette, sua nonna, la cui casa e i cui semplici rituali quotidiani diventano rifugio di James ogniqualvolta lui ne abbia bisogno.Mi ci sono rivista tanto, in James. E' difficile relazionarsi con i propri coetanei quando ci si sente un pesce fuor d'acqua: è una cosa che tutti sanno, ma che non tutti hanno vissuto proprio perché dotati di quella capacità di adattamento di cui James è carente. Cameron è stato estremamente abile a portare su carta quelle sensazioni, quella sorta di passività aggressiva che caratterizza James, senza però farlo risultare odioso o degno di compassione: ci si affeziona a James e si prova simpatia per lui anche quando fa qualche cazzata. E poi sparge sprazzi di ironia lungo tutto il romanzo che, anche per questo, ha la capacità di tenere incollati alle pagine fino alla fine."Io mi sento me stesso solamente quando sono solo. Il rapporto con gli altri non mi viene naturale: mi richiede uno sforzo."In realtà questa si tratta di una rilettura, la seconda. Ho deciso di rileggerlo a distanza di qualche anno perché, proprio l'altra sera, ho assistito ad un episodio spiacevole nei confronti di uno dei ragazzini con i quali lavoro, perpetrato da alcuni suoi coetanei. E' stata una scena niente affatto piacevole e non ho potuto fare a meno di pensare al protagonista di questo romanzo, perciò ho deciso di riprendere in mano il libro e rileggerlo. Quando l'ho letto la prima volta ricordo che mi fece già una buona impressione, ma questa seconda lettura mi ha donato una consapevolezza diversa e sono riuscita ad apprezzarlo ancora di più. Probabilmente lo consiglierò al ragazzino in questione, sperando che, così come recita il titolo, possa essergli utile, un giorno."A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto interessanti. Possono essere appagate, e magari a modo loro anche felici, ma non sono molto profonde. Ora la tua ti può sembrare una sciagura che ti complica la vita, ma sai... godersi i momenti felici è facile. Non che la felicità sia necessariamente semplice. Io non credo, però, che la tua vita sarà così, e sono convinta che proprio per questo tu sarai una persona migliore. Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli un dono - un dono crudele, ma pur sempre un dono."

  • TL
    2019-02-26 09:16

    I was surprised I ended up finishing this book... the first part of it is slow, but still interesting. Around the middle of the book, something 'clicked' and I read a little faster, eager to see what happened with James.James is a loner/anti-social... I could relate to this, I kept to myself alot (not the way James does, but I didn't care for the company of most of my peers) and agreed with some of his thinking. I don't know if we would've been friends or not, but we have gotten along fairly well.His family is... dysfunctional, but oddly charming at times. His Nanette was my favorite, sweet and classy lady :).James' dad was a bit of jerk... I got the impression he wasn't a bad man... just cared more about himself. He feels guilty about not spending more time with his son I think and probly does love him but he feels 'obligated' in his affection for him..if that makes any sense.James makes a blunder when he creates a profile on a website to pursue his older co-worker, he didn't mean to be malicious but his whole plan backfires on him. It was sweet in a way but misguided.I remember having the same opinion of college as James, (I didn't go) I hated high-school and I didn't see how college would've been any better. The houses James wanted to live in sounded beautiful but I could tell he was still uncertain about that as well despite his insistence on it. The choices he made in the end seemed liked the right ones for him, whether he sticks to it, *shrugs* Who knows?The ending wrapped things up nicely, the final line made me smile because I'm sure all of us thought this at that age at some point or another.Couple of my favorite passages from James:"I found this spectacle somewhat depressing, because I had always thought, or hoped, that adults weren't necessarily as hobbled by mindless conformity as so many of my peers seem to be. I always looked forward to being an adult, because I thought the adult was was, well--- adult. That adults weren't cliquey or nasty, that the whole notion of being cool, or in, or popular would cease to be the arbiter of all things social, but I was beginning to realize that the adult world was as nonsensically brutal and socially perilous as the kingdom of childhood." "Most people think things are not real unless they are spoken, that it's the uttering of something, not the thinking of it, that legitimizes it. I suppose this is why people always want other people to say 'I love you.' I think just the opposite--- that thoughts are realest when thought, that expressing them distorts or dilutes them, that it is best for them to stay in the dark climate-controlled airport chapel of your mind, that if they're released into the air and light they will be affected in a way that alters them, like film accidentally exposed."-----This line is perfect:" I'm only eighteen. How do I know what I will want in my life? How do I know what things I will need?"An interesting novel, would recommend :) Happy reading!

  • Sub_zero
    2019-03-03 10:25

    5/5Cuando hace unos meses empecé la lectura de Coral Glynn, supe lo que era el amor a primera vista. La magnífica historia de Peter Cameron no solo se hizo un hueco entre lo más granado del 2013 sino que me motivó a seguir buscando otras obras del autor. Sin embargo, lo que nunca pude imaginar es que esas espectaculares impresiones iniciales se verían cómodamente superadas por el desgarrador viaje emocional al que nos somete el escritor norteamericano en Algún día este dolor te será útil, una novela de la que sin duda muchos (y mucho) habréis oído hablar. En ella, el joven James Sveck describe con gran agudeza y sinceridad un momento crítico de su vida en el que las experiencias traumáticas de su pasado, la inestabilidad de su entorno familiar, las presiones a las que debe afrontar al término de su adolescencia y su concienzudo desprecio por las normas sociales preestablecidas confluyen en un relato emotivo, brillante, lúcido y de una profundidad devastadora. Aunque habrá quien se sienta incómodo por culpa del carácter contradictorio, cínico y en ocasiones estúpido de su protagonista, la novela de Cameron está plagada de reflexiones inolvidables que se sustentan sobre una amplia serie de diálogos donde la intuición y el ejercicio de la retórica son fundamentales para sonsacar nuevos detalles sobre la actitud de los personajes. A pesar de todo su esplendor y su inesperada grandeza, creo que Algún día este dolor te será útil es una novela arriesgada que no es capaz de abrirse camino entre todo tipo de público. Pero en lo que a mí respecta, solo puedo subrayar su intrepidez y maestría, recomendarla encarecidamente y esperar agazapado en un rincón hasta que Cameron nos deleite con una nueva historia de esas que se te clavan como una lanza.

  • Thomas
    2019-03-19 10:20

    "Someday This Pain Will Be Useful To You" is about James Sveck, an eighteen year old guy who lives in New York City. He is disturbed, possibly gay, and somewhat cynical, just to list a few things. James interests are looking at real estate for places in the west, working at his mom's art gallery, and talking to his grandmother. In this book he creates a fake dating profile to meet up with an older coworker, as well as recounts his traumatic past with his snide therapist.I heard so many good things about this book, but it didn't live up to my expectations. I admit that James was unique and intriguing, but at points his narrative just became a little too cynical and thoughtful for me. I also feel like the plot, with the coworker and the therapist were not fleshed out enough. However, I did want to give James a hug throughout the entire book, so I'll give the author credit for that.

  • Jesús
    2019-02-23 08:24

    El protagonista, adolescente inteligente, solitario y sensible, tiene algo de Holden Caulfield. También me recordó un poco a "Tan fuerte, tan cerca" de Safran Foer. Una novela entretenida y emotiva, nada densa, con momentos divertidos. Creo que, si yo fuera Peter Cameron, estaría contento.

  • T4ncr3d1
    2019-03-19 02:18

    "A un certo punto mi ricordo di essermi chiesto (sul serio) se non fossi geneticamente modificato, se non avessi una minuscola alterazione del DNA che mi separava appena appena ma in modo fondamentale dalla mia specie, un po' come i muli che possono accoppiarsi con gli asini, ma non con i cavalli (mi pare). Sembrava che tutti fossero in grado di accoppiarsi, di unire le proprie parti in modi piacevoli e fecondi, ma nella mia anatomia e nella mia psiche c'era qualcosa di impercettibilmente diverso che mi divideva in modo irrevocabile dagli altri."Era da tanto che non leggevo un romanzo simile! Sono contento, perché questo romanzo è la prova che la narrativa adolescenziale non è morta, anzi.Potrei sposare un parere abbastanza comune in quelli che hanno letto questo romanzo: è il degno erede del giovane Holden. Ma sarebbe riduttivo; non sarebbe giusto né per il romanzo di Salinger (che non può avere eredi!) né per Cameron, perché il suo libro va ben oltre il genere del romanzo di formazione. Il protagonista, il linguaggio, lo stile, la narrazione: tutto è diverso."Un giorno questo dolore ti sarà utile" è il tentativo, consapevolmente riduttivo, di dipingere l'adolescenza, o meglio, quel momento di passaggio tra adolescenza e.. non dico età adulta, quanto piuttosto "futuro incerto post-liceale". Lungi dal voler descrivere le dinamiche psicologiche DELL'adolescente maschio comune, l'autore sceglie un protagonista alquanto particolare, per descrivere i suoi personalissimi problemi e pensieri ed angosce ed aspettative. Interessante la narrazione: segue il modello del diario, ma si sdoppia su due piani temporali diversi (l'inizio dell'estate, subito dopo la fine delle superiori, e qualche mese prima). Come se non bastasse, la narrazione è ben congegnata, permette all'autore di toccare tutti i punti che gli interessano senza forzare la trama. Bellissimi, a proposito, i dialoghi tra il protagonista e la psicologa: paranoie adolescenziali miste a libere divagazioni, che passano anche per mere disquisizioni linguistiche.Lo stile non è da meno: sembra dominare il tutto un atteggiamento disilluto e distaccato, particolarmente raffinato, che ripetutamente sfiora l'ironia. Ogni singola parola segue perfettamnte questo stile, che compone pezzo per pezzo la visione del mondo e della vita del protagonista.Anche il finale mi è piaciuto, per quanto semplice. Nessun effetto a sorpresa, nessuna esagerazione: solo un salto più avanti nel tempo, quando il protagonista ha imparato a lottare contro le sue paure ed ha capito che, davvero, "un giorno questo dolore sarà utile".P.S. nota di demerito per l'Adelphi: come al solito chi ha scritto la quarta di copertina non ha capito niente del libro.

  • Rosanne
    2019-03-24 04:13

    I had to think about this one for a while, because it is not the kind of book you close and go, ‘woohoo, that was so awesome!’. It is however, thought provoking, superbly written, and an intelligent take on the what it might be like for an smart and sensitive kid in the modern world. James is the main character, he is almost painfully self-aware and so intelligent it sets him apart form others and essentially prohibits him from having normal relationships with people. Initially, I got a strong ‘poor little rich boy’/Holden Caulfield vibe off of him (not good for me), he is not very likeable and completely self-absorbed (but, what teenager isn’t, really?). As the story progresses, James’ sadness becomes more evident, and I was able to see him with more compassion. Ultimately, he is really struggling to find meaning and connection with people, to find a way to ‘fit in’ while trying to remain authentic. I think there is truth to the idea that living in the world is hard for smart people, something this book also addresses through James, when mass culture is so crass and lowest common denominator, something that seems to get worse all the time. There is also a big reveal about his relationship to 9/11 which goes a long way towards understanding James better. This is very much a New York book, James’ experiences and emotional state are completely linked to NYC. I think the ending is somewhat hopeful, as the title implies, but James’ character is so particular, I can’t ever imagine he will be a carefree person. The more I consider this novel, the more impressed I am by it, Peter Cameron has captured a particular type of person/moment/feeling with a lot of insight.

  • Sonia
    2019-03-01 08:35

    Para que te hagas una idea clara del estilo y contenido de este libro, te diré que se parece muchísimo a El guardían entre el centeno. Algún día este dolor te será útil refleja con maestría la vida interior de un adolescente: sus miedos, preocupaciones, la rebeldía, la lengua demasiado larga para unas cosas y demasiado corta para otras, los pensamientos extraños que se creen inteligentes y especiales, el mundo como un lugar oscuro al que cuesta adaptarse... Y entremedias una crítica feroz a la sociedad de clase alta del Nueva York actual impregnada de superficialidad y afán de aparentar lo que se es o lo que no se es.Aunque Peter Cameron no llega a ser Salinger casi es capaz de la misma maestría con la escritura y así desarrolla un monólogo interior brillante, estructurado a modo de diario, que nos transporta a la vida interior, al mundo en que este adolescente tiene que crecer y evolucionar por mucho que intente resistirse a ello.Una novela muy bien escrita en la que el autor muestra una capacidad admirable para relatar la psicología de su personaje principal y de aquellos que le rodean así como del ambiente en el que debe moverse.Si después de lo dicho os fijáis en las tres estrellas, os diré que se deben a que, pese a reconocer la gran calidad de la obra, el tema me resulta tan ajeno, tan fuera de mi círculo de interés, que no debería haberse encontrado entre mis lecturas y no creo que volviera a leer uno de temática similar. Sin embargo si el argumento te atrae o interesa, no dudes en leer este libro, es realmente bueno, yo sin duda cogeré algo más del autor.