Read Non tutti i bastardi sono di Vienna by Andrea Molesini Online

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Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch'esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell'area geografica e nell'arco temporale dellaOrgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch'esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell'area geografica e nell'arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l'andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell'età; la giovane Giulia, procace e un po' folle, con la sua chioma fiammeggiante. E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l'insediamento nella grande casa del comando militare nemico. Un crudo episodio di violenza su fanciulle contadine e di dileggio del parroco del villaggio, accende il desiderio di rivalsa. Un conflitto in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie, reso degno o misero dall'impossibilità di perdonare, e di separare amore e odio, rispetto e vittoria....

Title : Non tutti i bastardi sono di Vienna
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ISBN : 9788838925009
Format Type : Paperback
Number of Pages : 361 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Non tutti i bastardi sono di Vienna Reviews

  • Angela M
    2019-01-04 18:46

    It has an interesting title and beautiful cover but there was just not enough story for me until close to the end . Narrated by Paolo, 17 , an orphan living with his quirky family in northern Italy during WW I, this moved very slowly for me . Paolo gets involved in the resistance with his family and at times doesn't seem to really understand what is happening around him , but he's educated pretty quickly as German army take over the family villa and then the Austrians. Almost halfway through , not much happens . They become "guests " in their own house . Of course their lives are impacted and none more so than what happens to young girls in the village . But I wasn't sure how much different their lives might have been had the soldiers not taken over their home . They all seem to come and go as they please. I liked Paolo and the quirky people in his life but I never felt a connection with them until close to the end when the action picked up and I could see the characters more clearly. I'd rate it 2.5 but will round up to 3 stars since the last quarter of the held my interest .Thanks to Grove/Atlantic and Edelweiss.

  • Pia
    2018-12-25 01:47

    This book took off very slowly. So slowly, in fact, that I was afraid that it would end up in my DNF pile. However, when I had read about 40% it started picking up.I wanted to read the book because it's author won the Campiello Prize in Italy, and there are great authors among the winners. The title, I have to confess, put me off a bit. It certainly isn't attractive!It's the story of the Spada family, who live in Northern Italy during World War I. Their home is invaded by the enemy army and they scramble not just to survive, but to resist the invading armies.The characters are very well described: Paolo Spada, the orphaned grandson. Nancy and Guglielmo, his quirky grandparents, Donna Maria his aunt. Lovely Giulia who has been exiled from Venice due to her "bad behavior", Renato, Teresa and Loretta. And last but not least, Don Lorenzo, the priest. The plot ins't just about a war and what it entails for all of the Spadas. It's a coming of age story, as well as a family story.I received an ARC of this book in exchange for an honest opinion.

  • Blodeuedd Finland
    2018-12-23 02:54

    Another book that I could not put down, and thanks to daylight savings time I did have that extra hour so yes I read for hours again.The book begins in Italy 1917. The aristocratic Spada family's villa will soon be overrun. War is hell, soldiers are animals, and still are. What is wrong with some men?But the book never got dark. I would not exactly call it light, but it had this feeling of hope. I would credit that to the main person Paolo, he was 17, but he still had hope of a future without war. He still has time to fall in love, or lust with someone. And his light makes the book lighter.He lives with his quirky grandparents. His gran takes lovers, his granpa quotes Buddha. Then there Aunt Maria who rules. There are 3 servants, and beautiful Giulia. And of course different occupants of the villa.They are all trying to go on as normal, live their lives, but as the invaders show their ruthlessness they all want to do something about it.Such a good, and well written book. The words just flow by, light, easy to read and a book that you just can not put down. And as it is a translation, I say that it's a well done translation too.I'd recommend it.

  • Tuck
    2019-01-20 00:07

    wwI novel set in ne italy,the marzemino area centering around the spada family country home (the whole area, all the food, drink, firewood, etc), requisitioned by first the germans,then the austrians. story has numerous tenents, aristocracy vs peasants, church v humanism, empire v nationalism, character v expediency, what history 'teaches' us v what we usually end up doing despite that. told through the eyes of a young man, 16-17, as he navigates his maturing, the resistance, history, art , philosophy, the firing squads bullet. smart , thoughtful, and entertaining novel.

  • Frabe
    2019-01-04 20:55

    L'autore, classe 1954, ha vinto con questo suo primo romanzo il Premio Campiello 2011... e la domanda sorge spontanea: “Ma che ha fatto, Andrea Molesini, prima?” Risposta: “Il docente universitario di Letteratura a Padova, il traduttore, il poeta, il saggista e… lo scrittore di narrativa... per ragazzi”. Bene. Anzi, no, peccato: perché, con quest'esordio tardivo nella grande narrativa, Molesini dà l'idea di essersi nascosto, negato... Poi, eccolo scrittore solido, con un'opera prima davvero notevole. La storia, “ispirata da alcuni fatti realmente accaduti”, si colloca nel Veneto occupato dalle truppe dell’esercito austro-ungarico in una fase cruciale della guerra '15-'18 che prelude alla sua conclusione; è storia di resistenza all’invasore, di violenza di masse d’uomini in armi e di singoli, di coraggio e paura, di fame e, come in ogni tempo e luogo, anche d’amore. La scrittura è gradevolmente ricercata, con uso prudente di espressioni dialettali. L’insieme di stile e pathos conquista e tiene sempre ben avvinto il lettore, fino alla sorprendente piega degli eventi narrata nelle ultime pagine.Bravo, Molesini! Continua così… (In effetti, è uscito da poco il suo secondo romanzo: mi prenoto.)

  • Margaret Sankey
    2019-01-05 03:10

    In my search for WWI novels I hadn't already read, I found this new Italian author, and his micro-study of a single occupied village in 1917 Italy, focusing on the ways in which an eccentric aristocratic family copes with the occupation of their lands and the mistreatment of their villagers by the Austrian Army. The central figure is a precocious young boy, whose willingness to be roped into poorly judged espionage activities and whose misreading of situations endangers everyone, makes this both more tense, but also less believable and slightly annoying.

  • Malacorda
    2018-12-29 22:48

    Ultimamente l'accoppiata Sellerio-vincitore premio Campiello funziona piuttosto bene: Fontana con "Morte di un uomo felice", Balzano con "L'ultimo arrivato", e allora decido di provarne un altro, ché non c'è due senza tre. E devo dire che anche il terzo ha funzionato: qui c'è chi lo ha definito insipido e incompiuto, a me invece è parso aggraziato, ha un tono e uno stile perfettamente intonati con quello che intende esporre. Perché se si sceglie di raccontare la prima guerra mondiale non dal punto di vista della trincea o della cengia ma, come in questo caso, dal punto di vista di chi è rimasto al paese (dunque bambini e giovani, vecchi, donne, storpi e imboscati), salvo poi vedersi piombare addosso la linea del fronte; e più nello specifico raccontare cosa accadde a Villa Spada, dimora della famiglia omonima, signori del paese di Refrontolo nel trevigiano, allora a mio avviso non si può proprio fare altro che scegliere una prosa aggraziata e un tono composto. Ne consegue che non ci sono formidabili colpi di scena, il crescendo verso il finale è impercettibile e non prende mai ritmi precipitosi; le scene di sangue, di stupri e di disperazione sono prevalentemente lasciate dietro una porta socchiusa, dietro un angolo o uno spioncino, e soprattutto dietro riflessioni pacate. Questo non significa che il libro non invogli alla lettura, tutt'altro, ha richiesto un maggior lavoro di cesello per ricostruire atmosfere e stati d'animo, e questo lavorìo fa ingranare bene la marcia della lettura. L'atmosfera che si trova in questo libro è proprio quella del Treves che c'è in copertina, luci soffuse dentro grandi stanze silenziose, il cielo pesante di novembre, la campagna tutta col fiato sospeso ad ascoltare le cannonate in lontananza. I personaggi, pur non essendo coinvolgenti in maniera memorabile, sono tutti ben pennellati. "Le vittorie hanno ben poco da dire, è la sconfitta che insegna."Gli episodi di guerra, sia i massacri delle battaglie che le impiccagioni o fucilazioni, sono un po' tutti figli dell'episodio in cui Lussu osserva un ufficiale nemico da una postazione nascosta e alla fine si rifiuta di sparargli così a bruciapelo, tentando di sviscerare la distinzione tra operazione di guerra e omicidio. Chi cerca riflessioni sull'istinto umano del guerreggiare, e all'interno di esso le distinzioni tra uomini e donne, o i paragoni tra uomo e animale, ne troverà a iosa: si sottolineano frasi interessanti un po' lungo tutto il libro. L'infatuazione di Paolo per Giulia richiama "Il giardino dei Finzi-Contini" e un po' anche "Il garofano rosso" di Vittorini. Raccontato interamente dal punto di vista del diciassettenne Paolo, i turbamenti e gli imbarazzi della giovane età sono piuttosto abbozzati, ma del resto non mi pare fosse tanto quello l'oggetto su cui l'autore intendeva mettere a fuoco il suo discorso, quanto le atmosfere di greve attesa e il gusto per vaghe manovre di cospirazione e operazioni dei servizi informativi nei momenti cruciali del crollo di un impero e della nascita di nuovi confini e di una nuova società. Forse non sa essere avvincente quanto avrebbe voluto, ma avvolgente sì: assolutamente ben scritto, fluente, descrive il tramonto di una élite fatta di compostezza ed eleganza che, come tutte le altre classi, soccombe al tritasassi della guerra. Mi si potrebbe rispondere con un'alzata di spalle, che questa élite è stata ben presto sostituita da un altro genere di casta e che dunque non ci abbiamo né perso né guadagnato. Beh, ribatto io, sarà il fascino dell'antico, o forse solo il rispetto per i morti, ma almeno quelli non erano ignoranti e sguaiati come i sergenti e i capetti di oggi. "Ma quando i nostri modi cortesi non ci saranno più, quando il superfluo verrà disprezzato, e la fretta sarà la sovrana del mondo, uomini sciocchi e brutali avranno lo scettro e così, quando il diluvio verrà, l'arca non sarà stata approntata."

  • Arwen56
    2018-12-29 20:42

    Un romanzo lento, senza colpi di scena, quieto nel suo procedere, che ci riporta ai tempi della Prima Guerra Mondiale, in un paesino veneto nei pressi del Piave, occupato dalle truppe austro-ungariche Il lettore viene accompagnato dalla giovane voce narrante, Paolo, a conoscere i componenti della sua famiglia, la cui villa è stata requisita dai magnaverze: il nonno Guglielmo, uomo mite, ma acuto; nonna Nancy e zia Maria, personalità forti e decise; Teresa, fidata cuoca e tuttofare, sempre pronta a esclamare diambarne de l’ostia! , specialmente in direzione della figlia Loretta; l’ambiguo custode Renato; e infine Giulia, “matta, bella, rossa. Uno schiaffo di lentiggini”, il suo primo amore.E attraverso le loro vicende ci arriva un pezzetto di tempo passato, uno stralcio di storia, non quella con la “s” maiuscola, bensì quella minore e minuta della gente comune, ma non per questo meno interessante o priva di momenti di autentico coraggio.

  • Dvd (polemologico e pantoclastico)
    2019-01-03 02:42

    Ottima ricostruzione storicaDopo il crollo del fronte italiano a seguito del disastro di Caporetto (ottobre del '17), l'esercito austro-tedesco occupa Veneto e Friuli fino al Piave, ultimo bastione della resistenza italiana: l'occupazione e la brutalità della guerra, il più grande massacro fino a quel momento mai visto, vengono raccontati con gli occhi di un diciottenne, appartenente alla nobile famiglia degli Spada e la cui villa viene occupata dagli invasori per farne un comando militare.L'ambientazione appare estremamente documentata e anche ben raccontata: prosa semplice, scorrevole, di facile lettura; molto ben riusciti alcuni personaggi, meno altri. La trama non è male, ma nemmeno eccezionale: il finale mi è parso un pò buttato via troppo velocemente mentre la declinazione da spy story che a un certo punto prende il libro non mi ha entusiasmato.La parte più riuscita del racconto è senz'altro la descrizione del mondo della piccola-media nobiltà dell'epoca, ancorata a un passato che la guerra e la tecnologia stanno irrimediabilmente spazzando via: i personaggi della famiglia si muovono sospesi in questo tempo, oscillando fra un conservatorismo morente e un liberismo che però non si può adattare a loro, ma piuttosto ai loro sudditi contadini, mantenuti per secoli nella miseria più assoluta (e oggi inimmaginabile) proprio per garantire quel tenore di vita e la sopravvivenza di quelle "belle maniere" che la brutalità della guerra e del nuovo mondo borghese spazzeranno via. Tolto però l'aspetto storico-sociale e alcune belle pagine non è che alla fine rimanga molto a causa, come detto, d'una trama poco incisiva e poco studiata.Comunque un buon libro, utile per passare delle piacevoli ore e per fare un tuffo in un passato prossimo e non scordarci mai della terra da cui tutti noi italiani veniamo.

  • Marta
    2019-01-04 03:08

    Set in the Italian countryside during WW1, Molesini's novel has the vibe of a Guiseppe Tornatore movie, and not because he is also Italian. Not All Bastards... is colored by a very strong grandfather/ grandson relationship as well as eccentric and important side characters. The setting more than flavors the story- it gives clearly defined roles for those in the manor and the village, and is both a trap and means of escape during the war.Not All Bastards are from Vienna charms from the beginning, and maintains its warmth even as devastating events slip in and begin to build in intensity. It is hard to have both experiences at the same time. It lets the horrid events of war sink in while one's guard is down, like finding out your delicious coffee drink was laced with anti-freeze.My only quibble is that the end was too abrupt for me. One minute I was living among Paolo and his family, the next I had the door shut in my face. I want to call through it and ask, "Then what happened?"

  • Annie
    2018-12-30 22:06

    There are some books that puzzle me because they have intricate layers, call on background knowledge I don’t have, or because I’m too dense to pick up what the author is putting down. Then there are books that puzzle me because I think they don’t know what they want to be. Let me explain, using Andrea Molesini’s novel, Not All Bastards are from Vienna, as an example. It’s entirely possible that I didn’t understand the book; it’s an award winner, after all. But I didn’t understand this book because the tone vacillates between picaresque coming-of-age story and grim World War II novel of conscience. On their own, these narratives would have worked. Together, they are an unfunny odd couple...Read the rest of my review at A Bookish Type. I received a free copy of this ebook from Edelweiss, in exchange for an honest review.

  • Nick
    2018-12-31 00:44

    An exceptional work of historical fiction that immerses the reader into the miserable, complicated, and heroic life at the border of a recently-unifed Italy and the Austro-Hungarian empire during World War I. Andrea Molesini's story pacing well conveys both the inexorable logic of nations at war, as well as the notions of dignity, propriety, and resistance. Highly recommended.

  • Kaosblu
    2019-01-17 20:48

    “Ti ho preso bastardo!”. Dice don Lorenzo uno dei personaggi del romanzo a pagina 287 svelando il perché del titolo.La storia è ispirata ad alcuni fatti realmente accaduti narrati nel Diario dell’invasione di Maria Spada prozia dell’autore, Andrea Molesini, al suo primo romanzo, edito da Sellerio, vincitore del XLIX Premio Campiello.Tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918 la famiglia Spada, verso la fine della Prima Guerra Mondiale, dopo la battaglia di Caporetto, diventa prigioniera in casa propria degli austriaci.Narrata in prima persona da Paolo Spada un diciassettenne orfano che nell’ultimo anno della Grande Guerra conosce l’amore e la morte, mentre l’Italia sconfitta prepara la riscossa, la storia è arricchita da altri personaggi: nonno Guglielmo, cinico e dispensatore di sentenze, nonna Nancy, “a dispetto dei suoi settant’anni” una donna colta e ardita, “fra noi e questa gente voglio un fossato fatto di labbra serrate e di sguardi scortesi” dice alla famiglia chiamata a raccolta nella sua stanza per comunicare come dovevano comportarsi. Donna Maria la zia, che tiene in pugno l’andamento della casa “prigioniera di una fierezza che affascinava e allontanava gli uomini”. Giulia “uno schiaffo di lentiggini” è la giovane di cui s’innamora Paolo “matta, bella e rossa”, ed infine i domestici: Teresa la cuoca “un portento”, la figlia stolta Loretta e Renato il custode, che si rivelerà ben di più; è il preferito di Paolo.Questo romanzo storico forse uno dei pochi se non l’unico che ci racconta gli eventi degli occupati che dovettero subire le conseguenze dell’invasione austriaca, è anche altro, un romanzo di formazione e di analisi sociale infatti, esplora i cambiamenti individuali e collettivi che la guerra porta con sé: Paolo è il diciassettenne che viene iniziato alla vita adulta che dice “Il barone parlava la mia lingua e quei contadini no, impugnava la forchetta e sollevava il bicchiere come facevo io, e quei contadini no, aveva letto molti libri che avevo letto io, e quei contadini non sapevano leggere” descrivendo un mondo che stava lasciando spazio ad uno in cui le masse sarebbero state protagoniste come fotografa il nonno Guglielmo in una delle sue sentenze “A generali cretini potrebbero succedere sergenti cretini”.Dawww.kaosblu.blogspot.com

  • Lisa
    2019-01-19 22:59

    The anniversaries of the First World War have been a catalyst for numerous books but Between Enemies is the first I’ve come across that explores the topic of collaboration during the German/Austrian Occupation of Italy. Since its publication in 2010 as Non tutti i bastardi sono di Vienna (which in the original Italian means ‘Not all are bastards in Vienna’) , the novel has won a swag of prestigious literature prizes, including the Premio Campiello, Premio Comiso, Premio Citta de Cuneo and Premio Latisana, and the book has been widely translated.Today when we visit Italy it is hard to imagine its charming villages bristling with troops and its beautiful landscapes ruined by trench warfare. Certainly in Australia, Italy’s part in this war gets very little attention, and I suspect that many would assume that the Italians were allies of Germany. Military buffs can explore the details at Wikipedia but for the purposes of reading this novel all you need to know is that Italy had (belatedly) joined the allies, were fighting in the north, and – when the novel begins – had been routed.Molesini (who teaches comparative literature at the University of Padua and lives in Venice) has created a microcosm of village society to show a spectrum of reactions to occupation by the enemy. The novel is narrated by Paolo Spada, seventeen years old and coming of age at a time when his family is humiliated and they are all trying to adapt to the new situation. He sees his world through the perspective of an adolescent becoming interested in girls, and of wanting to have adventure and join the covert fight against the enemy.To read the rest of my review please visit http://anzlitlovers.com/2015/11/24/be...

  • Rosemary
    2019-01-20 01:54

    This book is the winner of the Campiello Prize for Literature. Translated from Italian. Molesini is a poet. I loved this book. It is set in the hills north of Venice in 1917 and the Austrian soldiers have taken over the area and are occupying a grand villa, pushing the family into the attic and smaller rooms. It is told from the view of 17 year old Paolo, who lives in the villa with his Grandparents and Aunt. There are spies among them, but who? It is a tale of war, but also of the classes. The officers experience a much different war than the lower ranking soldiers. The same is true for the nobility and the peasants and servants. I liked the storytelling and the author/translator's use of language. It is also very suspenseful throughout, but especially towards the end. Here is a piece from page 316 "I thought about Grandpa, and I decided that certain people are like hundred-year-old oaks. When they're felled, they leave a hole in the earth, a hole that the seasons struggle to erase."

  • Blaine DeSantis
    2019-01-13 01:01

    Maybe because it is that I am Italian, maybe it is because I have become WW1 History buff, maybe it is because the wars in the Alps is so rarely discussed or written about, but these are just some of the reasons that I loved this book. Some folks thought it was boring or could not figure it out. Not sure if they were reading the same book! Pretty easy to see from the beginning this was a book about the Resistance and the life that invaded Northeastern Italy in WW1. A fine book, with interesting male characters. Also loved the grandmother. Some of the other female characters are not as well fleshed out but their part in the story is not as integral as the male characters. Fascinating look at life in occupied land, and also what everyone had to put up with while enemies control foreign soil. Lots of good thought-provoking wisdom from Grandfather and others as to the nature of life, war, etc. Just thoroughly enjoyable to me and a great book club book!

  • Mandy
    2019-01-11 18:46

    Set in a small village in Northern Italy towards the end of WWI, the Spada family’s villa is requisitioned by enemy troops and they experience first-hand the violence and injustices that come in the wake of war as well as the increasing complexity of adjusting to life under occupation. It’s a powerful story of heroism and betrayal, love and hate, patriotism and resistance. At its heart it’s also a coming-of-age story as the young boy of the family, Paolo, has to deal with growing up in a hostile world. Atmospheric and with excellent descriptions, the tragedies and tensions that arise every day are leavened with some wry humour, and the skilful writing, good pacing, and insight into life during war time for both civilians and military makes this a very enjoyable and thought-provoking novel, and the fact that it’s partly based on a true story gives it an added authenticity and poignancy.

  • ferrigno
    2019-01-09 00:56

    Neanche male, eppure non mi è piaciuto granché.Ci sono tutti i cliché dei film di Tinto Brass: il giovane ai tempi della guerra, l'educazione sentimentale, l'ambientazione veneta. I personaggi sono "peculiari": la gran donna sferzante e volitiva, il nobiluomo stravagante e irresponsabile, la nobil zia zitella, bella ma altèra da mettere gli uomini in fuga, la serva scorbutica ma fedele.Sarà questo: troppi cliché e tutti terribilmente triti. Ne hanno fatto film e fiction televisive di quel materiale.Inoltre: il romanzo risulta anche un po' disorganico. Infine, be', se chiudi i protagonisti in una villa-prigione, è ovvio: la Storia resta sullo sfondo e quel che leggi è un romanzo di formazione.Che poi non è neanche malaccio.

  • Mike
    2019-01-02 01:42

    Great book that takes place in occupied Italy towards the end of World War I. There's a littly bit of action, but not a lot. In fact, some of the most action-packed scenes are left out and only touched upon by the 17 year-old narrator, Paulo. Paulo's observations of the interactions between his artistocratic family, their servants, the occupying armies (first the Geramans, then the Austrians), and the rest of the community and his conversations, particularly with his grandfather and the "steward", give the author, Andrea Molesini, a chance to discuss the war, its causes and effects; Italian, Roman, and European history; philosophy; and the unraveling of the old society. Molesini does all this and still tells a compelling story. A new addition to the favorites shelf for me.

  • Amarilli Settantatre
    2019-01-11 23:46

    La verità è che tutti i soldati meritano un monument0, una canzone funebre. Ci dovrebbe essere un giorno dedicato alla memoria di ciascuno di loro, solo perchè sono stati soldati, perchè erano lì a fare quello che si chiedeva loro di fare. Ma i giorni sono pochi, troppi i morti.Forse nel buio ci sentiamo tutti una cosa sola con il fiume, il bosco, le bestie.3,5 - L'autore scrive bene, benissimo, e -purtroppo - lo sa. Si ha l'impressione che a ogni riga si prenda una pausa per dirci: visto quanto sono bravo? Dopo un po' comincia a dare lievemente sui nervi, e persino il libro passa in secondo piano.

  • Margaret Hoff
    2019-01-18 22:54

    2.5 - The premise of this book; WWI in an Italian village was promising. And it won awards in Italy. But it turns out I held the characters at arm’s length the entire time. I didn’t care enough about them to really figure out that Renato and Major Manca were the same person until the very end. And who the heck is the Third Paramour??The villa of this family was taken over by enemy forces and I really wanted to care about their circumstances and the dire outcome of some of the main characters. The only real thing I felt was relief that I can now start reading something else.

  • Jc
    2019-01-06 00:53

    The theme of the book is interesting. We are in northern Italy in 1917 where the house of the local wealthy family is occupied by the Austrian then German armies. We watch the quirky grandparents and their servants and how they cope with the intruders who, by the way are a lot more civilised than the next generation of German occupiers. It is definitely well written and well translated. The feeling of nostalgia about the changing world is well rendered. But overall it is extremely slow and I often had to switch to speed reading.

  • Claudio Santoro
    2019-01-09 01:44

    Mi è piaciuto parecchio, della Grande Guerra non si parla tanto, di quelle terre sul Piave si sa poco, al massimo si va a visitare un sacrario, ma bisogna sapere cos'è la guerra anche per i civili calati nell'inciviltà di un conflitto. Mi è piaciuto anche calarmi nella cultura veneta di quel tempo, un salto nel passato della terra nella quale vivo

  • Mary Greiner
    2018-12-23 20:08

    An interesting study of how WW I impacts an Italian family and village. The Book begins a bit slowly, yet I encourage everyone to keep reading until you find the use of the sentence that is the title, "Not All Bastards Are From Vienna." There is humor, pathos, passion, and tradition to be found in this story.

  • Monique
    2019-01-14 01:08

    I picked up this book because it was about WWI and also had the setting of Northeastern Italy. It was a bit slow at parts but I feel really did capture the complexities of the war and occupation by enemy soldiers.

  • Grace Hoffmann
    2019-01-04 19:44

    It was sometimes hard to follow and there were a few characters I wasn't sure if they were the same. The story builds nicely and the 2nd half is better than the first. I guess I wonder a bit about the translation. I wanted to read a bit about WWI, but didn't love this one.

  • Marco
    2019-01-02 21:56

    Emozionante. Forse la morte di Paolo lo avrebbe reso ancora più bello

  • Nancy CookLauer
    2019-01-10 03:03

    The brutal matter-of-fact, yet somehow lyrical, writing style is what makes this book. It's a coming-of-age story of an orphaned teen who lives with relatives in a villa near Vienna commandeered by enemy forces during World War I.

  • Greg
    2018-12-29 23:02

    The unusual setting of this novel is its most appealing feature. The focus is the small Northern Italian village of Refrontolo at the end of WWI (1917). This front never carried the notoriety of places like Gallipoli or Ypres and most non-Italians are probably unaware that Italy joined the Allies late in the Great War fighting the Germans and Austrians in this region just north of Venice. The story is loosely based on the diaries of Maria Spada, fictionalizing the impact that the war had on the people living in her village. First the Germans and then the Austrians commandeer the Spada villa while bogged down against the Italians at the Piave River. The Spadas were an aristocratic family who, along with their staff and the village priest, provide the novel with some of its most interesting and eccentric characters. The narrator, Paolo, is an orphaned seventeen-year-old living at the villa with his grandparents. He tells of the covert resistance to the invaders that his family and the villa’s staff engaged in and his own sexual awakening. His beloved grandfather, Gugliemo, is an iconoclast who spends most of his time pretending to write great literature. His equally eccentric grandmother, Signora Nancy, is in the habit of taking sequential lovers, whom she numbers; receives periodic purges performed by her devoted servant, Theresa; and really is the power figure in the family’s resistance activities. Her clever resistance efforts include signaling to British pilots with the villa’s windows and the patterns of how its laundry is hung. Aunt Maria plays a Mata Hari-like role by entertaining the enemy commanders with meals and romance. Other important figures in the story are Renato, a heroic spy, and Guilia, an attractive young woman. Paolo admires and loves both of these bold characters. The village priest, Don Lorenzo, runs its school with an iron fist, but generally is treated with disdain by the other characters. The Austrian commander, the Baron, seems to know that the family is part of the resistance, but never acts on it because he is enthralled with Aunt Maria. His internal conflict between duty and romance is an important theme in the book. Another theme is the coming-of-age of Paolo where he learns of the brutality and inhumanity of war, the value of courage, the importance of loyalty to family and country and his own sexual yearnings.This novel shows the awakening of a young man to the futility and brutality of World War I, but others have done this more effectively. However, its focus on a single family and village at a relatively unheralded front seems unique. Molesini successfully manages to evoke this with humor in an adventure populated with interesting characters.

  • Agosto2010 in trasloco su GR
    2019-01-18 20:40

    Triste, come tutte le guerre. In certi punti un pò troppo scontato e, a mio avviso, un pò maschilista